Bonus 515 euro al mese: bloccati gli anni 2014 – 2015 e 2016, appello

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02/09/2020

Bonus 515 euro al mese fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, richiesta di estendere il diritto anche per gli anni 2014/2015/2016, la situazione a che punto è?

Bonus 515 euro al mese: bloccati gli anni 2014 – 2015 e 2016, appello

Ci arrivano continue richieste sul bonus di 515 euro al mese fino al raggiungimento dei requisiti della pensione di vecchiaia. Questa misura chiamata comunemente bonus è l’indennizzo commercianti che possono ricevere coloro che hanno chiuso l’attività consegnando la licenza commerciale al Comune di appartenenza. 

Bonus 515 euro al mese: anni 2014 – 2015 – 2016

In effetti questa misura è stata resa strutturale dal 1° gennaio 2019, con non poche problematiche, in quanto all’inizio aveva lasciato fuori una fetta di aventi diritto che riguardavano gli anni in qui la proroga non era stata concessa, parliamo degli anni 2017/2018, una svista corretta dopo circa un anno. 

Ma come tutte le cose, restano in attesa del riconoscimento coloro che hanno chiuso l’attività negli anni 2014/2015/2016. La questione è molto complessa. 

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Ordine del giorno 

È stato emanato un Odg che ampliava la platea dei beneficiari con la richiesta di includere nel sussidio tutti coloro che hanno cessato l’attività dal 2009 al 1 dicembre 2016. La normativa attualmente in vigore circoscrive la platea dei beneficiari. Attualmente possono fare domanda coloro che hanno conseguito i requisiti dal 2017. 

Bonus 515 euro al mese, Odg per gli anni 2014/2015/2016

Coloro ad esempio che hanno conseguito i requisiti anagrafici nel 2017, ma avendo cessato l’attività nel 2016, sono esclusi dall’indennizzo commercianti.

L’indennizzo commercianti è una prestazione economica in base al versamento di una maggiorazione nell’esercizio dell’attività economica finalizzato al riconoscimento di un sussidio fino alla pensione di vecchiaia per coloro che chiudono definitivamente l’attività commerciale.

Per maggiori dettagli sui beneficiari, consiglio di leggere:Indennizzo per cessazione attività e pensione: diventa strutturale, come fare domanda

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Un sostenitrice di questa battaglia che sembra non avere fine, mi ha scritto: “Carissima Angelina siamo nella completa disperazione riguarda indennizzo commercianti 2014 2015 2016, ci hanno riferito che non si riesce a trovare l’accordo. Noi abbiamo veramente bisogno di quest’ indennizzo siamo veramente nella completa disperazione, cosa vogliono che andiamo a Roma ci andiamo a legare mani e piedi e fare lo sciopero della fame visto che la fame che facciamo già che dobbiamo fare? Se cerchiamo lavoro e anche con invalidità siamo vecchi per lavorare, per la pensione siamo troppo giovani quindi che ci resta da fare? Impiccarci?

Come ogni battaglia per far valere i propri diritti ci vuole tempo e molta pazienza. La delusione è tanta perché giustamente, quando si elaborano queste riforme bisognerebbe mettere in tavola tutti gli aspetti e non tralasciare niente. Ma la nostra burocrazia è così: confusa, inesatta, fatte di pezze a colori per coprire buchi normativi e soprattutto spreco di tempo e di denaro; ma questo non giustifica il fatto che ci sono persone in difficoltà. 

Basti pensare la lotta che hanno dovuto fare gli aventi diritto del 2017/2018, è il loro riconoscimento non è stato immediato, ma dopo dure battaglie. 


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Ci vorrebbe più equità, più giustizia, ma è sempre tutto difficile, l’importante e non disperarsi e combattere per i propri diritti. Io vi sosterrò sempre in questa battaglia, perché è giusto che chi paga per un diritto poi gli deve essere riconosciuto. 

Il governo è impegnato con il Covid che non lascia pace e stiamo vivendo un periodo storico unico sotto tutti gli aspetti, escono decreti e misure una dopo l’altra. Viene da pensare che forse, tra tanti decreti e misure poteva rientrare anche questa; in una crisi attuale coloro che hanno chiuso l’attività anche prima del Covid, vivono comunque una situazione difficile. 

Spero che quest’appello arrivi in alto e faccia riflettere qualcuno ai vertici.