Bonus casalinghe 2022: domanda, requisiti, come funziona

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17/05/2022

Bonus casalinghe 2022: domanda, requisiti, come funziona

Bonus casalinghe 2022, come funziona la recente agevolazione di legge che mette a disposizione risorse in favore di coloro che svolgono attività in ambito domestico. Sul punto è bene precisare fin dall’inizio che il beneficio non contempla l’erogazione di una vera e propria somma di denaro. Infatti, a differenza di altre indennità (come il bonus 200 euro), viene offerto un budget da spendere per attività formative.

Si tratta quindi di un’attività rivolta sia alle donne che agli uomini pensata per favorire lo sviluppo del mercato del lavoro. Il beneficio si rivolge infatti a coloro che risultano inoccupati. Tramite il bonus casalinghe Inps è possibile iscriversi agli enti accreditati. Quest’ultimi dovranno però dare precedenza alle donne.

Bonus casalinghe 2022: com’è nato il provvedimento

La misura di aiuto è nata con il decreto Agosto, convertito nella legge numero 126 del 2020. Negli ultimi giorni il ministero delle Pari opportunità ha pubblicato un nuovo bando al riguardo. Il passaggio è essenziale per l’accreditamento degli enti formativi, presso i quali è possibile spendere il bonus.


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Il fondo per la formazione delle casalinghe e dei casalinghi presenta una dotazione di circa 3 milioni di euro dal 2020. Nel 2022 il beneficio è destinato a chi svolge attività in ambito domestico. La priorità nell’impiego delle risorse è però destinata alle donne. I beneficiari devono svolgere attività domestica senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito. Devono inoltre essere iscritti all’assicurazione obbligatoria dell’Inail.

Come funziona il nuovo bonus casalinghe 2022

Il bonus casalinghe 2022 viene erogato sotto forma di credito per la formazione. Non esiste quindi un vero e proprio passaggio di denaro. Il beneficio dovrà essere speso per l’acquisizione di competenze finalizzate a favorire l’ingresso nel mondo del lavoro. In particolare, nel testo di legge si cita l’acquisizione di competenze digitali e funzionali alla valorizzazione delle attività di cura.

I corsi destinati a coloro che richiedono il fondo casalinghe dovranno concentrarsi sull’alfabetizzazione relativa a informazioni e dati tramite ricerche sul web. E sulla creazione di contenuti digitali. Altri temi importanti sono la conoscenza degli strumenti di comunicazione e collaborazione online, i servizi ai cittadini e la gestione domestica.

La partecipazione ai corsi avverrà in modalità telematica e ogni webinar dovrà durare almeno tre ore per ogni argomento. Non vi sono obblighi di frequenza, ma la durata massima del corso non potrà eccedere i 12 mesi.


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Bonus casalinghe: come accedere al beneficio di legge

Dal punto di vista pratico, non è necessario procedere all’invio di una domanda specifica per accedere al bonus casalinghe. Questo perché non è prevista l’erogazione di un contributo economico in favore dei beneficiari. Per partecipare all’iniziativa basterà quindi iscriversi a uno dei corsi che risultano accreditati presso il ministero delle Pari opportunità.

L’elenco degli enti accreditati non è stato ancora diffuso, visto che in questo momento è ancora in corso la fase istruttoria dei poli formativi. Appena l’elenco risulterà disponibile, sarà possibile inviare la propria candidatura direttamente all’istituto di formazione.

Bonus casalinghe e differenza con l’assegno sociale

Spesso si sente parlare di un bonus casalinghe da 500 euro al mese destinato alle casalinghe. Sul punto c’è molta confusione ed è importante chiarire la differenza con l’assegno sociale. Quest’ultimo viene infatti erogato in favore di uomini e donne che non hanno versato contributi e hanno raggiunto i 67 anni di età. In aggiunta, è importante possedere i requisiti di reddito previsti dalla legge.

È infatti necessario non superare i 6085,43 euro per i single e i 12170,86 euro per i coniugati. Vi è poi un altro strumento denominato fondo pensione casalinghe, pensato per erogare un assegno previdenziale in favore di coloro che svolgono lavori di cura non retribuiti in casa. In questo caso, risulta però necessario versare i contributi volontari all’Inps per almeno 5 anni. La pensione di vecchiaia viene erogata dal 65mo anno di età e non è riconosciuto un assegno ai superstiti.