Bonus, Naspi, Dis Coll e cassa integrazione: le misure per chi non lavora

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01/07/2020

Quali sono le reti di protezione e le misure cui i lavoratori in difficoltà possono ambire in questo periodo? Dalla indennità di disoccupazione ai bonus passando per la cassa integrazione.

Bonus, Naspi, Dis Coll e cassa integrazione: le misure per chi non lavora

I lavoratori privi di occupazione in questo periodo delicato post COVID-19 sono, purtroppo, moltissimi. Quali sono gli ammortizzatori sociali e disposizione di chi, avendo perso il lavoro, si ritrova senza reddito? Esistono le indennità di disoccupazione che sono erogate a chi ha perduto l’occupazione involontariamente, c’è la cassa integrazione che deve, però, essere richiesta dal datore di lavoro ed infine ci sono i bonus messi in campo dal Decreto Cura Italia e dal Decreto Rilancio.

Misure per chi non lavora

Le prime misure da citare per chi perde involontariamente il lavoro sono senza alcuna ombra di dubbio le indennità di disoccupazione Naspi e Dis Coll. Entrambe, e solo per eventi di disoccupazione verificatisi nel 2020, possono essere richieste entro 128 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda la Naspi, essa spetta ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente l’occupazione (scadenza contratto o licenziamento, ma anche dimissioni per giusta causa) e che possono vantare almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti ed almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la perdita del lavoro.

Per approfondire l’argomento Naspi, invitiamo alla lettura dell’articolo: Naspi e requisiti contributivi necessari per ottenerla

La Dis Coll, invece, è l’indennità di disoccupazione per lavoratori parasubordinati (collaboratori, contratti a progetto ecc…) e spetta sempre per perdita involontaria dell’attività lavorativa quando si possono vantare almeno 1 mese di contribuzione a partire dal 1 gennaio dell’anno precedente a quello in cui si è verificato l’evento di disoccupazione.


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Per approfondire i requisiti richiesti dalla Dis Coll è possibile leggere l’articolo: Disoccupazione collaboratori: quali sono i requisiti per la Dis Coll?

Cassa integrazione e bonus COVID-19

Per i lavoratori privi degli ammortizzatori sociali sopra descritti, il Decreto Cura Italia e il Decreto Rilancio hanno introdotto due nuove misure temporanee che sono la cassa integrazione COVID-19 e i bonus da 600 a 1000 euro.

La cassa integrazione in buona sostanza consiste nel versamento dall’INPS di una somma che vada a supplire alla perdita della retribuzione dovuta alla riduzione dell’orario di lavoro o alla sospensione dello stesso a causa di difficoltà dell’azienda. In molti casi, durante l’emergenza da Coronavirus, si è parlato di cassa integrazione a zero ore. 

Per saperne di più sulla cassa integrazione COVID-19 invitiamo a leggere il seguente articolo: Cassa integrazione: quanto spetta davvero mensilmente al lavoratore?

Per i lavoratori, invece, che non hanno potuto fruire neanche della cassa integrazione i due decreti sopra citati hanno introdotto delle indennità che sono conosciute con il nome di Bonus 600 euro.

Si tratta di indennità destinate alle partite Iva, ai lavoratori autonomi, ai lavoratori stagionali, dello spettacolo, agricoli, dello sport  del turismo ma anche ai collaboratori coordinati e continuativi in possesso di determinati requisiti alla data di entrata in vigore del beneficio. Esiste, inoltre, anche una mini indennità per i lavoratori domestici, colf e badanti, sempre in possesso dei requisiti richiesti.

Mentre per i mesi di marzo e di aprile l’indennità di 600 euro è stato corrisposta senza richiedere una vera e propria diminuzione del fatturato o delle entrate, per il mese di maggio, in cui l’indennità ha un importo aumentato a 1000 euro, è richiesto alle partite Iva e agli autonomi che il fatturato del secondo trimestre 2020 abbia subito un calo di almeno il 33% rispetto al fatturato dello stesso periodo dell’anno precedente. Per tutti le altre categorie, invece, non è richiesta la dimostrazione della perdita delle entrate.


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Per approfondire invitiamo alla lettura dell’articolo: Reddito di emergenza e bonus da 600 a 1.000 euro per i lavoratori.