Bonus nido 2020: ecco per chi raddoppia

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26/11/2019

Bonus nido 2020: la nuova legge di bilancio prevede un raddoppio del buono per le famiglie con Isee inferiore a 25 mila euro, ecco le novità

Bonus nido 2020: ecco per chi raddoppia

La legge di bilancio 2020, che ancora deve essere approvata, prevede una rimodulazione del Bonus nido, raddoppiandolo da 1.500 euro a 3.000 euro per le famiglie che hanno un ISEE minorenni al di sotto dei 25 mila euro. Ma non solo questa novità, il Bonus verrà rimodulato in base al valore dell’Isee.

Bonus nido: come è nato

Il Bonus Nido è stato istituito per la prima volta con la legge di bilancio 2017, inizialmente era stato previsto un buono da 1.000 euro annui, erogabili in 11 rate mensili, con lo scopo di sostenere le famiglie che pagano rette per la frequenza dei loro bambini in asili nido pubblici e privati. Ma tale beneficio è anche a sostegno di famiglie con bambini fino a 3 anni di età con grave patologie che hanno bisogno di assistenza a domicilio. Il buono può essere richiesto per bambini da 0 a tre anni. Successivamente la legge di bilancio 2019 ha aumentato il bonus da 1.000 a 1.500 euro annui e sempre in 11 mensilità, ed è stato esteso anche per ciascun anno del triennio dal 2019 al 2021.

Bonus nido 2020: cosa si prevede

La legge di bilancio 2020 prevede un cambiamento fondamentale per il Bonus nido. Esso verrà stanziato in base a fasce di reddito Isee, come segue:

  • Isee superiore a 40 mila euro: il Bonus Nido sarà di 1.500 euro;
  • Isee tra 25.001 e 40 mila euro: il Bonus Nido sarà di 2.500 euro;
  • Isee inferiore a 25 mila euro: il Bonus Nido sarà di 3.000 euro.

La richiesta del Buono Nido va fatta all’Inps presentando tutta la documentazione idonea, che attesti l’iscrizione al nido pubblico o privato e il pagamento delle rette. Il Bonus Nido verrà corrisposto sempre in 11 mensilità.

Fondi stanziati per il bonus

Per poter erogare il bonus nido per il 2020 si è previsto un aumento dei limiti di spesa. Per il 2019 si è stanziato 330 milioni di euro, per il 2020 si prevede un limite massimo di 520 milioni di euro. Mentre per il 2021 si aumenta fino a 541 milioni di euro, fino ad arrivare al 2029 con 621 milioni di euro.


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L’Inps ha il compito di monitorare tutta la situazione ed inviare una relazione mensile alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al ministero del lavoro. Nel caso si verifichi o si potrà verificarsi uno scostamento per il limite previsto di spesa previsto, l’Inps avrà il compito di non prendere in esame ulteriori domande.

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