Bonus pensione lavoratori autonomi: sempre meno salvaguardie, una lotta continua per un diritto

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12/02/2020

Bonus commercianti: i commercianti non possono usufruire di Naspi e pagano una maggiorazione sulla contribuzione per un diritto che non viene rispettato.

Bonus pensione lavoratori autonomi: sempre meno salvaguardie, una lotta continua per un diritto

I lavoratori autonomi non possono usufruire di Naspi, di cassa integrazione e pagano una maggiorazione sulla contribuzione che ha il fine di assicurare un bonus come ponte al pensionamento in caso di cessazione di attività. Questo è un diritto, che non sempre rispettato; si passa da una battaglia all’altra e tra una legge, un emendamento, una risoluzione e per finire l’iter in una circolare Inps, se tutto va bene, passano anni. Vi proponiamo la lettera di una nostra lettrice sull’indennizzo commercianti.

Indennizzo commercianti non per tutti

Problema: indennizzo commercianti non per tutti. Tutti i lavoratori, tranne gli autonomi hanno a disposizione diverse salvaguardie che li sostengono per un certo periodo, dopo la perdita di un lavoro tipo la naspi, la cassa integrazione, la mobilità.

Per noi commercianti, lo stato, purtroppo non ha mai previsto alcun aiuto. Per chi non riuscendo più ad andare avanti nel proprio lavoro da autonomo, a causa di spese di gestione non più sostenibili o, per mancanza di commesse è costretto ad abbassare la saracinesca è un colpo molto duro ed abbastanza oneroso e non è giusto essere lasciati soli in questa fase molto delicata senza alcun ammortizzatore sociale, specie per chi per l’età non riesce più a trovare lavoro ed è lontano dalla pensione.


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Per queste evenienze è stato aggiunto ai contributi da versare all’INPS una percentuale dello 0,09% che serva ad accompagnare alla pensione chi è costretto per varie ragioni a cessare. I politici e lo stesso ente INPS vogliono far passare l’ indennizzo come un regalo che, a mio parere deve essere semplicemente paragonato alla naspi come ne usufruiscono tutti i lavoratori.

Per una serie di leggi sbagliate si fa al tiro al bersaglio chi è fortunato ne può usufruire, chi è sfortunato no. Ciò è sbagliatissimo, tutti gli appartenenti al settore devono avere le stesse opportunità. Perciò diciamo ad alta voce che pretendiamo a tutti i costi i nostri diritti; nello specifico vogliamo che vengano inclusi nella misura tutti coloro che hanno finito di maturare i requisiti nel 2017 e 2018 rimasti fuori. L’appello vale sia per i politici che per l’Inps. Ex commerciante.

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