Bonus Renzi 80 euro: rottamato con detrazioni che penalizzano i redditi più bassi

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08/08/2019

l Bonus Renzi verrà abolito e introdotte detrazioni Irpef per alleggerire il carico fiscale sulle buste paghe. Ma chi verrà penalizzato?

Bonus Renzi 80 euro: rottamato con detrazioni che penalizzano i redditi più bassi

Il bonus Renzi di 80 euro è verso la rottamazione, lo stesso vicepremier Matteo Salvini ha annunciato l’abolizione della misura introdotta da Matteo Renzi nel 2014, durante l’incontro con le parti sindacali il 6 agosto. Si prevede che gli 80 euro pieni verranno percepiti solo da chi percepisce 13 mila euro annui. Era prevedibile l’abolizione del bonus Renzi, in quanto il governo già ha messo in atto misure a sostegno di famiglie disagiate e di chi ha perduto il lavoro, come il reddito di cittadinanza. In più, il governo sta studiando una formula per applicare sgravi Irpef per ridurre il carico fiscale sulle buste paghe. Quindi si sta pensando di sostituire gli 80 euro fissi in busta paga con detrazioni che crescono al crescere del reddito imponibile. Ma questa decisione ha suscitato nella pubblica opinione molta perplessità, in quanto si hanno molti dubbi sulla sua efficacia e equità, ma principalmente per l’equilibrio dei conti pubblici.

Bonus Renzi: gli 80 euro sono serviti allo scopo?

Renzi pensò di introdurre un Bonus per favorire le famiglie con redditi compresi tra gli 8.000 e i 26.000 euro, per un valore di 960 euro l’anno. Questa misura era volta a sostenere le famiglie che percepivano un reddito basso, colpite di conseguenza dalla crisi economica. Per favorire, in questo modo, un aumento dei consumi e di conseguenza la crescita economica. Secondo la valutazione della Banca d’Italia tale misura ha prodotto esiti positivi, avendo prodotto un’espansione dei consumi.

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Bonus Renzi: la nuova misura penalizzeranno i redditi più bassi?

La nuova misura che il governo ha intenzione di introdurre: è la detrazione o decontribuzione. Ma questa favorirà chi ha redditi più alti e penalizzerà chi ha un reddito tra gli 8.145 euro e i 13.000 euro. Il motivo è semplice, basti pensare che al disotto della soglia minima le tasse non si pagano e quindi non si avranno detrazioni da calcolare, mentre queste scatteranno al di sopra degli 8.000 euro ed aumenteranno gradualmente fino a raggiungere la soglia di reddito dei 13.000 euro, dove la decontribuzione eguaglierà il bonus Renzi. Quindi, possiamo dedurre che chi percepisce un reddito al di sotto dei 13 mila euro la misura di sostegno sarà inferiore, provocando un danno per chi ha più bisogno.


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La nuova misura: le detrazioni costeranno più di 10 miliardi

il Bonus Renzi è riconosciuto a 11 milioni di contribuenti ed impegna risorse per 10 miliardi di euro. I tecnici hanno stimato che il regime di decontribuzione richiederà invece coperture maggiori, stimate dai 3,5 ai 10 miliardi aggiuntivi. Questo perché si dovrà rimodulare le aliquote Irpef tale da garantire a quegli stessi 11 milioni di contribuenti un beneficio maggiore di 960 euro l’anno.

La nuova misura: le detrazioni saranno efficaci?

IL governo è unito sulla decisione di rottamare il Bonus Renzi, ma sicuramente non lo è su quale misura introdurre in sostituzione. Si pensa ad un bonus fisso, detrazioni, decontribuzione anche ai fini contributivi e altri ancora.  Quindi, anche questa questione divide il governo gialloverde, avendo però un unico punto fermo: qualsiasi sia la scelta dovrà sempre essere “visibile” e “politicamente spendibile”.

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