Bonus ristorazione (Mipaaf) Covid e fondo per la filiera: arriva la proroga al 15/12, ecco le istruzioni con i codici Ateco

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26/11/2020

Bonus ristorazione (Mipaaf) Covid e fondo per la filiera: arriva la proroga al 15/12, ecco le istruzioni con i codici Ateco

Arrivano importanti aggiornamenti in merito al bonus ristorazione 2020 erogato dal fondo per la filiera. Ristoranti, pizzerie, ma anche mense, servizi di catering e strutture alberghiere (così come gli agriturismi) possono inoltrare la propria pratica fino al prossimo 15 dicembre 2020 per vedersi riconosciuti i vantaggi relativi agli acquisti effettuati dallo scorso 14/08. Il riferimento va ai prodotti che provengono dalle filiere agricole e alimentari italiane.

Risultano inclusi all’interno della lista i prodotti vinicoli, della pesca e dell’agricoltura. Particolare attenzione è stata data anche alla valorizzazione dei prodotti DOP e IGP, così come indicato all’interno dell’articolo numero 58 del cosiddetto “decreto agosto”. L’obiettivo di fondo resta la valorizzazione e il sostentamento del territorio e dell’intero settore.

Bonus ristorazione per Covid: le istruzioni sulla procedura da seguire per ottenere il beneficio e i codici ATECO

La procedura richiesta per accedere ai contributi a fondo perduto richiede l’invio di un’apposita pratica entro e non oltre la scadenza del prossimo 15 dicembre 2020. La proroga estende i termini dalla precedente scadenza fissata al 28 novembre 2020. I richiedenti devono fare riferimento al sito web del portale ristorazione (www.portaleristorazione.it). In alternativa, è possibile anche rivolgersi agli uffici di Poste Italiane, che agiscono come concessionari del provvedimento di sostegno.


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Possono beneficiare dell’agevolazione gli operatori del settore ristorazione e alberghiero che effettuano somministrazione di cibo. Nello specifico, rientrano nella misura le imprese che nella loro attività fanno ricorso in prevalenza ai codici ATECO 56.10.11, 56.10.12, 56.21.00, 56.29.10, 56.29.20. Con riferimento limitato alla somministrazione di cibo, rientrano infine anche le attività con codice 55.10.00. 

È possibile richiedere il contributo a patto che il fatturato e i corrispettivi medi delle mensilità che vanno dallo scorso marzo al mese di giugno risultino inferiori ai tre quarti del fatturato complessivo e dei corrispettivi medi degli stessi mesi risalenti allo scorso anno. Sono invece esclusi da tale condizione coloro che hanno avviato la propria attività dal primo gennaio del 2019.

Fondo per la filiera della ristorazione: come effettuare l’invio della domanda

Dal punto di vista operativo l’invio della domanda deve essere effettuato tramite il sito del portale ristorazione. Per accedere alla propria area riservata è indispensabile essere in possesso dell’identità digitale SPID. Tra i documenti richiesti figura la copia della documentazione fiscale in grado di certificare gli acquisti eseguiti, le quietanze di pagamento associate alle fatture e la copia della visura camerale (in corso di validità).


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Al fine di procedere con l’invio della pratica è necessario anche completare le altre informazioni identificative. Queste prevedono la segnalazione di partita iva e codice fiscale, ragione sociale, codice ATECO prevalente, indirizzo di casella PEC, sede legale e operativa e dati del rappresentante legale. Sono infine indispensabili le coordinate bancarie con intestazione coincidente al richiedente. A livello facoltativo è possibile inserire anche un numero di cellulare.

Bonus ristorazione 2020: le informazioni relative ai prodotti acquistati

Rispetto invece ai prodotti acquistati utili per poter ottenere il bonus, è importante sottolineare che questi devono rientrare in almeno tre differenti tipologie tra quelli indicati nella tabella prodotti della legge. Nel campo “categoria valorizzazione del territorio” deve inoltre essere indicato uno dei codici previsti dal testo di legge.

L’invio della pratica richiede il rilascio di alcune dichiarazioni con le quali si accettano le condizioni alla base della fruizione del fondo. Sarà infine necessario effettuare un pagamento di 30,00 euro per l’elaborazione della pratica. In alternativa è possibile anche scegliere di eseguire a procedura recandosi di persona presso un Ufficio Postale, presentando la documentazione cartacea e la relativa modulistica debitamente compilata. 

La richiesta andrà accompagnata dalla fotocopia delle fatture e dalla dichiarazione sostitutiva di certificazione della persona che ha presentato la pratica. In aggiunta andranno inserite anche le quietanze associate alle fatture e la copia del documento d’identità. Contestualmente dovrà essere pagato l’apposito bollettino postale.

Quanto si percepisce con il bonus ristorazione: tetto massimo di 10mila euro

Per quanto concerne l’entità del rimborso ottenibile, si va da un minimo di 1000 euro a un massimo di 10000 euro. Nel caso in cui le richieste in arrivo dovessero risultare superiori alle disponibilità effettive del fondo, i bonus erogati saranno suddivisi in maniera proporzionale tra le domande ricevute. In questo senso, non vi è alcun diritto di prelazione in relazione all’ordine d’invio della documentazione.

La dotazione complessiva corrisponde a 600 milioni di euro. I fondi saranno erogati solo sulla base della corretta compilazione delle domande e in presenza di tutta la documentazione richiesta. In caso di problemi con le pratiche i richiedenti saranno contattati all’indirizzo PEC inserito all’interno della domanda.