Btp bene, spread no. Che succede?

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07/02/2019

Btp bene, spread no. Che succede?

Roma, 07.02.2019. Un successo il collocamento dei Btp trentennali: collocati 8 miliardi con un rendimento del 3,91%. Questa mattina, però, lo spread ha aperto a 289 punti base.

Due notizie che, da un lato, rendono felici coloro che ritengono sostenibile il nostro debito pubblico. Vedete, dicono, i Btp sono ben collocati, segno che il mercato ha fiducia nell’Italia, d’altro canto, preoccupano coloro che guardano all’elevato differenziale Bund-Btp, segno che la fiducia non è così ben riposta, dicono.

Vediamo di capire. 

Un rendimento del 3,91% dei nostri Btp trentennali è appetibile, in particolare, per i fondi che investono sul lungo periodo e che, rispetto all’analogo tedesco, che rende lo 0,75%, contribuiscono all’equilibrio dei fondi pensione e assicurativi. Insomma, un segno di fiducia.
 Lo spread misura il grado di affidabilità del nostro debito che, essendo alto pone, invece, qualche problema di fiducia.

Come si conciliano queste due linee che sembrano divergenti?
Semplice: a garanzia della solvibilità c’è sempre il patrimonio immobiliare e mobiliare degli italiani.
In particolare, la ricchezza finanziaria degli italiani è cospicua e ammonta a circa 4,4 miliardi di euro di cui un terzo in depositi. 

Da notare che la ricchezza finanziaria degli italiani è quasi il doppio del debito pubblico, il che tranquillizza questo Governo spendaccione ma non altrettanto gli italiani.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc  

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori