BTp Italia 2018, conviene acquistarlo rispetto ai normali bond?

Il Tesoro emetterà tra il 19 e il 22 novembre il 14-esimo BTp Italia, il bond retail studiato per i piccoli risparmiatori, anche se da qualche anno sono state pensate sedute appositamente riservate agli investitori istituzionali, avendo riscosso parecchio successo. Si tratta di un titolo di stato, la cui cedola è così composta: tasso annuo minimo garantito + inflazione Foi (esclusi tabacchi) relativa all’ultimo semestre e con “floor” pari a zero, ossia non scenderà sotto zero nemmeno con l’eventuale variazione negativa dei prezzi. Dunque, il bond serve a tutelare l’obbligazionista contro l’inflazione. Ed essendo in crescita le prospettive dei prezzi nell’Eurozona per i prossimi anni, non sarebbe male farci un pensierino, anche perché le condizioni appaiono favorevoli a quanti deterranno il titolo fino alla scadenza. La fedeltà dell’investitore verrà premiata, infatti, attraverso l’erogazione di un rendimento extra dello 0,4%.

La durata sarà di 4 anni, mentre la cedola minima garantita verrà comunicata venerdì 16 novembre. Dalle indiscrezioni, si sa che dovrebbe aggirarsi intorno all’1,2% annuo lordo. Considerate che il BTp novembre 2022 e cedola 5,50% rende oggi il 2,26% lordo. Questo significa che il BTp Italia con scadenza simile sarebbe conveniente da acquistare nel caso in cui pensiate che il tasso medio annuo di inflazione per il prossimo quadriennio si attesti sopra l’1%, a tanto ammonta la differenza tra il tasso lordo garantito dal bond fisso e quello minimo garantito dal bond retail.

Facciamo un esempio: inflazione media per i prossimi 4 anni all’1,5%. Con una cedola minima garantita dell’1,2%, significa che vi sarete beccati ogni anno il 2,7%, quando con il BTp con cedola fissa vi dovreste accontentare di un 2,26%, stando alle quotazioni attuali sul mercato secondario. Viceversa, se l’inflazione media annua si attestasse intorno allo zero (evento possibile, ma eccezionale), spuntereste l’1,2% contro circa l’1% in più garantito dal fisso. Tuttavia, difficile pensare che l’Italia da qui a tutto il 2022 registri un’inflazione media sotto l’1%, a meno da non scontare una nuova difficile fase economica e con tanto di recessione. Viceversa, se l’inflazione salisse ben sopra il 2%, oggi come oggi il rendimento offerto dal quadriennale fisso verrebbe più che coperto, diventando negativo in termini reali. Dunque, se la cedola minima sarà garantita all’1,2%, sarebbe un possibile affare.

 

BTp Italia 2018, conviene acquistarlo rispetto ai normali bond? ultima modifica: 2018-11-10T19:12:46+00:00 da Redazione Economia