Buoni fruttiferi postale: serie O, P, Q quali sono gli interessi spettanti

Per i buoni fruttiferi postali di serie O, P e Q, Poste italiane non rimborsa il rendimento stabilito alla sottoscrizione. Ecco cosa bisogna fare

In questi mesi sono in scadenza i buoni fruttiferi della serie O, P e Q. Il risparmiatore quando si presenta allo sportello per la riscossione avrà una brutta sorpresa. Si, perché Poste Italiane tende a non riconoscere ai risparmiatori il rendimento trascritto sul tergo del buono.

Buoni fruttiferi: rendimenti modificati tramite decreto

I buoni fruttiferi delle serie O, P e Q sono stati messi sul mercato dopo il mese di giugno 1986. In questa data il Ministero del Tesoro ha introdotto un decreto con cui ridimensionava i rendimenti dei buoni fruttiferi in modo retroattivo, nonostante ciò che era riportato sulle tabelle poste sul retro.

Molti dei risparmiatori vedendosi dimezzare il rendimento dei loro buoni, si sono rivolti al tribunale e nonostante il decreto del Tesoro, la magistratura ha dato ragione ai risparmiatori, che sostenevano di aver diritto al rimborso indicato in tabella.  Possiamo prendere a riferimento la sentenza n.13.979 del 2007, con cui la Corte di Cassazione ha evidenziato che per il vincolo contrattuale tra emittente e sottoscrittore dei buoni fruttiferi deve basarsi su ciò che è riportato sul buono stesso. Quindi il vincolo resta in vigore nonostante il decreto emesso.

Buoni fruttiferi Poste Italiane: come recuperare interessi

Buoni fruttiferi: la politica di Poste Italiane

Le Poste italiane, nonostante le sentenze che la vedono perdente in questa circostanza, continua a non riconoscere ai sottoscrittori dei buoni delle serie suddette i rendimenti dovuti in base alle tabelle poste sui buoni stessi. In effetti continua ad applicare i rendimenti come stabiliti dal decreto del 1986 e non quelli previsti in base alle tabelle. Sono quasi 20mila euro in meno per ogni buono, a seconda dei casi.

I risparmiatori, possessori dei buoni di serie O, P e Q per far valere i propri diritti nei confronti di Poste italiane, devono rivolgersi ad un legale.  Il quale dovrà iniziare la procedura rivolgendosi all’arbitrato bancario finanziario. Si otterrà sicuramente la condanna di Poste a pagare l’intero importo dovuto in base alle tabelle riportate sui buoni. Tutto ciò si può ottenere anche se sui buoni ci fosse il timbro posto per convalidare la modifica in base al decreto del Tesoro.

Buoni fruttiferi postali: i risparmiatori protestano per rendimenti più bassi di quelli indicati

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.