Buoni fruttiferi postali: fioccano i primi rimborsi

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07/03/2020

Tutte le discussioni in merito ai Buoni fruttiferi postali liquidati in modo non conforme a quanto riportato nel titolo, hanno avuto un buon esito. Tanto, che diversi risparmiatori hanno ricevuto il giusto rimborso da Poste Italiane.

Buoni fruttiferi postali: fioccano i primi rimborsi

Negli ultimi mesi si è molto discusso sui Buoni fruttiferi postali (triennali) nello specifico i titoli emessi da luglio 1986 al 1999. I risparmiatori nella fase di liquidazione del buono, hanno ricevuto degli importi di denaro inferiore rispetto alle percentuali indicate nel retro del titolo. In sintesi, Poste Italiane ha emesso dei buoni fruttiferi postali, che nel momento della scadenza hanno prodotto dei risparmi minori. In sostanza, i titoli sono stati liquidati con dei calcoli sbagliati e, tanti risparmiatori per riavere il giusto, hanno dovuto presentare ricorso presso l’Arbitro Bancario Finanziario. Ma, pare che i primi ricorsi abbaino dato buoni frutti rimborsando i risparmiatori della differenza dovuta.

Buoni fruttiferi postali: perché è nato il caos nella liquidazione del titolo?

Sono finiti sotto la luce dei riflettori i Buoni fruttiferi postali sottoscritti nel 1986, nello specifico i titoli della serie Q/P. Il “caos” è stato generato dalla decisione del Ministero che all’epoca decise di riciclare i vecchi buoni rimettendoli in fase attiva sul mercato.

Qual è stato il problema? Il timbro emesso doveva contenere l’applicazione del timbro fronte e retro. Necessario alla specifica di titolo serie Q/P. Il pasticcio è stato generato dall’indicazione delle percentuali d’incasso a favore dei risparmiatori alla scadenza del titolo.

I risparmiatori che hanno investito del denaro sottoscrivendo i Buoni fruttiferi postali da luglio 1986 al 1999 hanno ricevuto nell’atto della presentazione del buono allo sportello degli uffici di Poste Italiane delle somme molto inferiori rispetto all’indicazioni presenti nel retro del titolo.


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E, nonostante le varie vicissitudini legate ai tassi di rendimento Poste Italiane non ha proceduto all’emissione dei titoli serie Q, ma ha immesso nel mercato titoli appartenenti alla serie O e P. Quest’ultimi concedevano una prospettiva di guadagno maggiore dovuta ai tassi di interessi usati in forma più alta, ma tuttavia non applicabili nella realtà.

Molti sono stati i ricorsi presentati dai risparmiatori nel corso di questi mesi, per ottenere la giusta liquidazione del titolo.

Buoni fruttiferi postali: i primi rimborsi

Diversi risparmiatori per ottenere la giusta liquidazione dai Buoni fruttiferi postali, si sono avvalsi dell’opera dei legali della Codacons di Civitavecchia. I quali, dopo la presentazione di ricorsi e incartamenti vari, sono riusciti a far riavere la giusta somma riferita al titolo ai clienti. Si tratta, di cifre importanti per nulla irrisorie, e in alcuni casi i risparmiatori hanno recuperato un importo pari a circa 100.000 euro.

Altra buona notizia arriva dal Tribunale di Civile di Catania, in un ricorso presentato da una coppia possessori di buoni fruttiferi postali triennali appartenenti alla serie O, ma riferiti all’anno 1984. In questo caso, il Tribunale ha respinto le richieste di Poste Italiane, condannandola alla liquidazione del giusto a favore della coppia. Il titolo del ricorso pur appartenente a una data antecedente al 1986, si riferiva comunque alla serie oggetto di accusa.