Buoni fruttiferi postali: il rendimento può essere variato da Poste Italiane?

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19/01/2020

Poste Italiane puà variare i tassi di interesse di un buono fruttifero postale già sottoscritto da un risparmiatore? Vediamo cosa dice la Corte di Cassazione.

Buoni fruttiferi postali: il rendimento può essere variato da Poste Italiane?

I Buoni Fruttiferi Postali sono, da sempre, l’investimento preferito dagli italiani, vuoi per la loro sicurezza e vuoi perchè il capitale investito rientra sempre, maggiorato degli interessi. Quello che preoccupa coloro che hanno intenzione di investire in BFP è se Poste Italiane può modificare il rendimento dell’investimento.

Rendimento buoni fruttiferi postali                                                    

Con il passare degli anni il rendimento riconosciuto per i BFP sta diventando sempre più basso ma anche in questo frangente è interessante sapere se le Poste possono variare i rendimenti attribuiti ai buoni stessi alla loro emissione. I Buoni in questione sono chiamati fruttiferi perchè producono interessi. Ad ogni tipo di buono è attribuito un rendimento dovuto agli interessi.

Ricordiamo che già nel 1986 Poste Italiane variò il tasso di interesse dei buoni serie “O” e “P”, in quella della serie “Q”. I BFP serie “P” prevedevano interessi dal 9 al 15% in base al tempo che si detenevano, quelli della serie “Q” dall’8 al 12%.

L’interesse dei BFP, quindi, può essere modificata dalle Poste ma la domanda che ci poniamo è se questa variazione possa avvenire anche per buoni che sono stati già sottoscritti da un cliente.

A rispondere a questa domanda è una sentenza della Corte di Cassazione del 2019. Le variazioni dei tassi di interesse peggiorative può essere applicata anche retroattivamente. Per potere un esempio chi acquisto un buono serie “P” si vedrà rimborsare lo stesso con gli interessi relativi alla serie “Q”: Tutto ciò vale per i buoni emessi fino al 1999 (da quell’anno in poi lo Stato non può più variare i tassi di interesse come meglio crede).

Ma la Suprema Corte specifica che se il tasso di interesse è  variato in peggio il risparmiatore può scegliere di non accettare la variazione e recedere dall’investimento.

Attenzione, però, le Poste Italiane non sono  tenute a comunicare ai clienti la variazione dei tassi di interesse poichè per essere legale tale variazione è sufficiente che il decreto che modifica i rendimenti sia stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

In sostanza, quindi, Poste Italiane può modificare quando vuole il rendimento dei BFP per chi ha sottoscritto tali buoni prima del 1986. Per chi li ha sottoscritti dopo, invece, sono sicuramente già adeguati alle nuove percentuali di interessi.

Se, però, un titolo cartaceo non è stato adeguato ai nuovi tassi di interesse  (sul retro del buono compaio le tabelle dei vecchi interessi senza la modifica) il risparmiatore ha pienamente diritto al rimborso e agli interessi presenti sul retro del buono.


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