Buoni fruttiferi postali ordinari, 3×2, 3×4, 4×4: rendimento annuo e rendimento a scadenza

-
15/02/2020

Vediamo quali sono i rendimenti dei diversi buoni fruttiferi postali sia se portati a scadenza che se ritirati prima della scadenza.

Buoni fruttiferi postali ordinari, 3×2, 3×4, 4×4: rendimento annuo e rendimento a scadenza

I buoni fruttiferi postali sono il prodotto di investimento preferito dagli italiani perchè, in ogni caso, garantisce la  restituzione del capitale investito. Non esiste una sola tipologia di buoni fruttiferi ma diversi prodotti in grado di venire incontro alle esigenze del risparmiatore. In questo articolo cercheremo di indagare sul rendimento dei diversi buoni postali sia a scadenza che prima della scadenza.

Buoni fruttiferi postali

Buoni 3×2

Il buono 3×2 ha una durata di 6 anni ma già dopo 3 anni produce rendimento. Il tasso di interesse riconosciuto è dello 0,35% annuo se portato a scadenza . Se il buono viene riscosso prima dei 3 anni dalla sua emissioni non rende nulla. Allo scadere dei 3 anni rende lo 0,25% per ogni anno. Facciamo l’esempio di un investimento di 10mila euro. Se il buono viene portato a scadenza dopo 6 anni avrà fruttato 185 euro. Alla scadenza del terzo anno, invece, il rendimento è di 65 euro.

Buoni 3×4

Il buono 3×4 ha una durata di 12 anni ma già dopo 3 anni produce rendimento. Il tasso di interesse riconosciuto è dello 1% annuo se portato a scadenza. Se il buono viene riscosso prima dei 3 anni dalla sua emissioni non rende nulla. Allo scadere dei 3 anni rende lo 0,25% per ogni anno, allo scadere dei 6 anni rende lo 0,30%, allo scadere dei 9 anni rende lo 0,70%. Facciamo l’esempio di un investimento di 10mila euro. Se il buono viene portato a scadenza dopo 12 anni avrà fruttato 1.109 euro. Alla scadenza del terzo anno, invece, il rendimento è di 65 euro. Alla scadenza del sesto anno il rendimento è di 158 euro, alla scadenza del nono anno il rendimento è di 566 euro.


Leggi anche: Pensioni, la ricerca Schroders: ecco perché gli italiani sono i più preoccupati d’Europa

Buoni 4×4

Il buono 4×4 ha una durata di 16 anni ma già dopo 4 anni produce rendimento. Il tasso di interesse riconosciuto è dello 1,25% annuo se portato a scadenza. Se il buono viene riscosso prima dei 4 anni dalla sua emissioni non rende nulla. Allo scadere dei 4 anni rende lo 0,25% per ogni anno, allo scadere degli 8 anni rende lo 0,60%, allo scadere dei 12 anni rende lo 0,90%. Facciamo l’esempio di un investimento di 10mila euro. Se il buono viene portato a scadenza dopo 16 anni avrà fruttato 1.924 euro. Alla scadenza del quarto anno, invece, il rendimento è di 87 euro. Alla scadenza dell’ottavo anno il rendimento è di 428 euro, alla scadenza del dodicesimo anno il rendimento è di 933 euro.

Buono ordinario

Il buono ordinario ha una durata di 29 anni ma già dopo 2 anni produce rendimento. Il tasso di interesse riconosciuto è dello 0.90% annuo se portato a scadenza. Se il buono viene riscosso prima dei 2 anni dalla sua emissioni non rende nulla. Il rendimento del buono ordinario dopo il secondo anno varia di anno in anno, vediamo come:

allo scadere dei 2 anni rende lo 0,05% per ogni anno,

allo scadere dei 6 anni rende lo 0,08%,

allo scadere dei 7 anni rende lo 0,11%

allo scadere dei 8 anni rende lo 0,12%

allo scadere dei 9 anni rende lo 0,17%

allo scadere dei 10 anni rende lo 0,20%

allo scadere dei 11 anni rende lo 0,23%

allo scadere dei 12 anni rende lo 0,25%

allo scadere dei 13 anni rende lo 0,29%

allo scadere dei 14 anni rende lo 0,32%

allo scadere dei 15 anni rende lo 0,35%

allo scadere dei 16 anni rende lo 0,39%

allo scadere dei 17 anni rende lo 0,48%

allo scadere dei 18 anni rende lo 0,63%

allo scadere dei 19 anni rende lo 0,77%

Facciamo l’esempio di un investimento di 10mila euro. Se il buono viene portato a scadenza dopo 20 anni avrà fruttato 1.720 euro. Alla scadenza del quinto anno, invece, il rendimento è di 21 euro. Alla scadenza del decimo anno il rendimento è di 176 euro, alla scadenza del quindicesimo anno il rendimento è di 470 euro.


Potrebbe interessarti: Cassa integrazione COVID Ristori Bis: come funziona la proroga e quanto dura, ecco le prime istruzioni Inps