Buoni fruttiferi postali: ricorso approvato con un rimborso di 4.000 euro. La sentenza

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13/12/2019

Buoni fruttiferi postali: presentato ricorso da un titolare di BFP in quanto Poste Italiane ha erogato un rimborso inferiore a quello previsto

Buoni fruttiferi postali: ricorso approvato con un rimborso di 4.000 euro. La sentenza

È da tempo che si parla di ricorsi che riguardano i buoni fruttiferi postali. I titolari BFP richiedono di ricevere il giusto rimborso rispetto a quello che gli è stato erogato da Poste Italiane.  I ricorsi riscontrati sono sempre più spesso quelli che riguardano i buoni fruttiferi postali emessi negli anni ottanta. Infatti, sono quelli che hanno subito il decreto ministeriale del 1986 che ha dimezzato gli interessi ma ci sono intoppi burocratici che permettono di riscuotere dopo 30 anni le somme realmente spettanti.

Buoni fruttiferi postali: rimborso di 4.000 euro

Un titolare di un buono fruttifero postale sottoscritto a novembre del 1986 del valore di 1 milione di lire, alla scadenza dei 30 anni si è recato all’ufficio postale d’Isernia dove gli è stato corrisposto a rimborso un importo di 6.500 euro a fronte di 10.500 euro.

Il titolare del buono si è rivolto, per una consulenza, allo studio legale dell’Avvocato Giulio Fragasso, quando si è visto corrispondere dall’ufficio postale un importo inferiore di quello che si aspettava. L’avvocato Fragasso ha avviato il ricorso presso il tribunale d’Isernia. La recente sentenza ha accolto la richiesta del titolare del buono, bocciando le ragioni di Poste Italiane.

Bfp: rimborso più elevato

Il giudice nella fattispecie si è basato sui tassi d’interessi riportati sul retro del buono, accogliendo con esito positivo il ricorso. Nello specifico, Poste Italiane ha utilizzato vecchi moduli di Buoni fruttiferi postali con serie diverse dalla Q, anche se vi è stato apportato il timbro di modifica della serie Q/P,  persiste il problema dei rendimenti dal 21° al 30° anno di sottoscrizione.  Nei diversi ricorsi, presentati durante quest’ultimi anni,  questa situazione esposta è molto ricorrente. Quindi, negli ultimi 10 anni di validità del buono il rendimento era più alto di quello invece calcolato dall’ufficio postale. A fronte di ciò, il giudice ha deciso per il rimborso di 4.000 euro a favore del risparmiatore.


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