Buoni fruttiferi Poste Italiane: come recuperare interessi

Buoni fruttiferi postali, la Cassazione conferma le condizioni peggiorative, ma l’Abf lascia aperto uno spiraglio, ecco come recuperare gli interessi.

Buoni fruttiferi postali, la Cassazione conferma le condizioni peggiorative, ma l’Abf lascia aperto uno spiraglio. Nonostante ultimamente le sezioni unite della Cassazione abbiano sancito la legittimità  del cambio dei rendimenti per i buoni fruttiferi postali, un possibile parziale risarcimento per i risparmiatori potrebbe esserci.

Buoni fruttiferi postali: la Cassazione

La vicenda dei buoni fruttiferi postali, si ricollega a un decreto del 1986, che aveva unilaterarmente abbassato i rendimenti di alcune serie di buoni. La vicenda sembra remota, ma si tratta di investimenti molto lunghi, e i tempi lunghi della giustizia, fanno si che le questioni sono ancora in atto. Da tenere presente che anche dopo il 1986, furono utilizzati per errore, moduli che riportavano i vecchi rendimenti.

Quando la questione viene rimessa alle Sezioni unite, vuol dire che c’è contrasto nella Corte. Secondo uno di questi, i buoni fruttiferi postali, non seguono la disciplina generale in materia di investimenti, per cui la pubblicazione in Gazzetta del decreto che ridetermina i tassi, non era sufficiente a far scattare le condizioni sfavorevoli per l’investitore. L’altro orientamento si basa sull’affidamento che il cliente aveva riposto nelle indicazioni di rendimento, quelle riportate sul buono. Questo orientamento richiede che la norma speciale sia interpretata in modo da garantire la trasparenza a favore degli investitori.

La Cassazione, con la decisione di febbraio, ha stabilito che con il decreto con cui vennero modificati in senso peggiorativo i tassi di interesse risultante sul retro dei buoni, era di per sè efficace, senza così ritenere importante, informare il sottoscrittore dell’avvenuto cambiamento.

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L’Arbitrato bancario: una nuova possibilità

L’Arbitro bancario finanziario da una possibilità ai risparmiatori che hanno sottoscritto i buoni con la serie P/Q, e precisamente quelli che riguardano il periodo che vanno dal ventunesimo al trentesimo anno. Le Poste per quegli anni non avrebbero incorporato nel testo cartolare le complete determinazioni ministeriali relative al rendimento del titolo. Con questa situazione occorre corrispondere al risparmiatore l’integrazione di quanto inizialmente stabilito al momento dell’emissione del buono, con i tassi peggiorativi del DM 13.06.1986.

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