Buoni fruttiferi Poste Italiane: cosa controllare prima di richiedere il rimborso

Prima di recarsi all’ufficio postale per richiedere il rimborso dei propri buoni fruttiferi è bene verificare alcune cose.

Il buono fruttifero postale è un prodotto finanziario nominativo emesso dalla Cassa Depositi e Prestiti, questo viene collocato sul mercato tramite Poste Italiane ed è rimborsabile a vista. Il buono fruttifero ha obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato. Inoltre può essere rimborsato in qualsiasi ufficio postale e in qualsiasi momento della sua durata, non ha costi e commissioni, tranne quelli di natura fiscale. Vediamo cosa necessita controllare pima del rimborso.

Buoni Fruttiferi postali: cosa bisogna verificare prima del rimborso

Prima di recarsi all’ufficio postale bisogna controllare come prima cosa quale sarà più o meno la cifra da riscuotere. Questo perché si sono verificati alcuni casi in cui molti risparmiatori una volta allo sportello postale si sono ritrovati in mano cifre molto inferiore alle aspettative. Uno di questi casi è stato raccontato dal giornalista Giovanni Floris in una sua trasmissione, dove una signora che aveva trovato in casa di una zia defunta due buoni fruttiferi del valore di 1.000.000 di lire e presentandosi alle Poste per riscuoterli gli è stato liquidato una cifra molto inferiore a quella effettiva. E alla signora non ha potuto fare altro che rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario che fortunatamente gli ha dato ragione.

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Buoni fruttiferi postali: attenti ai rimborsi

Quindi se l’interesse corrisposto dalle Poste Italiane non equivale a quello indicato sul titolo, basti rivolgersi all’Arbitro Bancario per risolvere felicemente la situazione. Grazie all’informazione fornita da Floris si è messo in guardia tutti i possessori di buoni fruttiferi che dovranno stare molto attenti e prestare molta attenzione nel momento del rimborso. La signora, nel servizio presentato da Floris, come abbiamo detto aveva trovato in casa di una sua zia defunta due buoni fruttiferi da un milione di lire ognuno, acquistati nel 2001. Ma al momento dell’acquisto, nel 2001, vennero emessi per decreto ministeriale nuovi buoni. Ma alla zia vennero venduti quelli della serie precedente del 1996 con tassi di interessi più vantaggiosi. Tuttavia quando si è andati a riscuoterli le poste italiane volevano liquidare tali buoni con i tassi d’interessi del 2001, molto meno vantaggiosi.

Buoni Fruttiferi: ecco cosa controllare prima del rimborso

L’avvocato dell’Adusbef, Camilla Cusumano è intervenuto sulla questione, comunicando che in quanto i buoni in possesso della signora prevedevano che il capitale triplicasse dopo 14 anni, quindi l’importo da riscuotere di 3.098,44, invece Poste Italiane voleva erogarle soltanto 1.394,44 euro. Di conseguenza la signora ha deciso di fare ricorso all’Arbitro Bancario che le ha dato ragione.

Quindi un consiglio che possiamo dare ai risparmiatori è quello di rivolgersi prima ad un esperto per valutare qual è il rimborso effettivo che il proprio buono fruttifero ha fruttato fino a quel momento.

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Buoni fruttiferi Poste Italiane: cosa controllare prima di richiedere il rimborso ultima modifica: 2018-11-09T08:28:06+00:00 da Maria Di Palo

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.