Bussetti: gli istituti tecnici fonte per le imprese, in arrivo un patto

Il ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, in un’intervista fatta al Messaggero, parla degli istituti tecnici, dell’orientamento e di educazione motoria.

Ecco le parole che il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha rilasciato in un’intervista fatta al Messaggero. In particolare, durante il corso di tale intervista, il ministro ha voluto parlare degli Istituti tecnici come una grande fonte di lavoro e soprattutto come una piccola officina che prepara i suoi studenti al lavoro. Come sappiamo, infatti, almeno nel passato, molto spesso questi istituti non vengono visti di buon occhio, rispetto ai licei. Ma la cosa che molto spesso gli studenti e le stesse famiglie non sanno, è che solo un istituto tecnico dà davvero nel concreto gli strumenti necessari ai ragazzi per lavorare.

Le dichiarazioni

Dobbiamo spiegare con chiarezza ai ragazzi e alle famiglie quali sono gli sbocchi offerti dagli istituti tecnici e professionali. Le imprese possono essere un valido alleato in questo cammino; possono raccontare la loro attività agli studenti e, alla fine degli studi, anche prevedere la possibilità di assunzioni”. Marco Bussetti continua e smentisce i tagli all’istruzione e al sostegno della legge di bilancio.

Ritorna, poi alle scuole superiori, e in particolare, al tema della scelta dell’indirizzo di studio da intraprendere: “quello dell’orientamento è un tema importantissimo. Stiamo lavorando per migliorare l’utilizzo delle risorse europee per progettualità mirate. Dobbiamo intervenire anche sul piano della formazione dei docenti, soprattutto quelli che si dedicano a queste attività. Un migliore orientamento deriverà anche dalla revisione dell’alternanza scuola-lavoro che metterà di nuovo al centro l’acquisizione di competenze trasversali. Niente apprendistato occulto”.

Infine poi Bussetti parla della materia di educazione motoria e inizia a spiegare cosa ha in mente di fare: “Ci sarà spazio per una parte teorica, inserire il docente specializzato sarà funzionale anche a raggiungere l’obiettivo di diffondere la cultura del rispetto, del fair play. I recenti fatti di cronaca dimostrano che ne abbiamo davvero bisogno”.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.