Busta paga: buoni pasto, assistenza sanitaria, voucher, ecco come sono regolati

Nella busta paga si può richiede più tempo libero e meno denaro? È l’aspetto del welfare aziendale racchiuso nel progetto di formazione personale che punti al benessere del lavoratore e arricchisca la qualità professionale. Una vasta gamma di nuovi servizi nati per creare quel ponte interfacciale tra lavoro e vita sociale.

Quando nella busta paga si richiede più benessere e non soldi?

Si tratta, di uno status di vita incentrato sul “work like balance”, dove viene sminuito il mero vantaggio economico concentrandosi sui bisogni degli under 35. La startup Jointly, ha condotto uno studio sul welfare aziendale innovativo, una ricerca che ha coinvolto una platea di circa 3mila dipendenti di 10 aziende italiane, come: “Acli Milano, Banca Etica, Coopservice, Discovery, Etica sgr, Ferrovie dello Stato, Invitalia”.

Dall’analisi è emersa la necessità di supportare il benessere dei dipendenti. Il welfare condiviso, nasce da un progetto innovativo dove si analizzano le potenzialità del vivere in armonia sia sul posto di lavoro che fuori. I Millennials “la generazione Y che rientrano nella fascia d’età tra i 15 e i 35 anni”, ha un notevole impatto sull’aspetto sociale – lavorativo.

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Perché cambia la visione della vita che porta a meno soldi in busta paga?

Il concetto di una vita più ricca fuori dal lavoro viene espresso in modo forte dai lavoratori giovani, che pongono come vitale importanza riuscire a trovare tempo per se stessi. Si tratta, di valutare due aspetti fondamentali la crescita e la formazione professionale rapportati a un’esistenza normale, per rafforzare quel benessere non solo psicofisico, ma che sfocia nelle relazioni personali.

Ecco perché, i giovani optano ben volentieri per i progetti welfare appoggiando le attività di socializzazione, volontariato e non meno le attività formative. Sostanzialmente, cambia la visione del lavoro, visto non più come un fulcro di guadagno, ma considerato come il punto che porta a un benessere psicofisico.

Quali sono i servizi più conosciuti sul tema di welfare aziendale?

I classici sono: buoni pasto, assistenza sanitaria, voucher e convenzioni dirette sia agli acquisti che ai servizi a prezzi particolarmente agevolati “scontati”. Attraverso i welfare le aziende entrano nella quotidianità degli impiegati, facendosi carico di quella mola classificata con il termine di “bisogni” dell’intero nucleo familiare.

Così facendo, svolgono il compito d’integrazione sussidiaria che assume un carattere sociale. Nel complesso, si tratta, di una funzione sussidiaria approvata dallo Stato, che ne avalla anche la detassazione di alcuni servizi, nel rispetto dei limiti imposti dalla legge.

I limiti dei benefit elargiti ai dipendenti sono disciplinati dagli articoli 51 e 100 del Tuir. Si tratta, di un’ampia sfera di servizi dalla sanità alla previdenza che non vanno a confluire nel reddito del lavoratore, inclusi i servizi di conciliazione, cioè tutta quella fascia di misure studiate per armonizzare sia la vita lavorativa che privata del lavoratore.

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein