Busta paga: il 29 giugno è pagato in più come festività soppressa

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29/06/2020

Il giorno 29 giugno 2020 viene pagato in busta paga come festività soppressa, anche per i lavoratori in cassa integrazione, ecco come.

Busta paga: il 29 giugno è pagato in più come festività soppressa

La festività dei ss. Pietro e Paolo, 29 giugno, è pagata in busta paga in base al Dpr n. 792/1985 articolo 1. È un giorno festivo per tutti i lavoratori che operano nell’ambito del Comune di Roma; in base al CCNL, e anche negli altri comuni un cui ricorre la festività del Santo Patrono. Inoltre, questa festività fa parte delle quattro festività per le quali i lavoratori in sostituzioni fruiscono di permessi individuali regolamentati dai contratti collettivi di categoria. 

Busta paga, festività e normativa in base al CCNL

La normativa vigente, prevede un trattamento economico per il lavoratore che presta la sua attività nel giorno festivo e a darne preciso dettaglio delle retribuzioni spettanti è la contrattazione collettiva. 

Quando la festività viene goduta senza prestazione di attività lavorativa, al lavoratore viene corrisposta un trattamento economico rapportato ad 1/6 della retribuzione settimanale. 

Se la festività non coincide con la domenica, nessun trattamento aggiuntivo è dovuto al lavoratore non retributivi in misura fissa in quanto già compreso nello stipendio mensile.

Nel caso di prestazione lavorativa nella giornata festiva, verrà riconosciuto oltre al trattamento aggiuntivo, anche la retribuzione delle ore lavorate, incrementate della maggiorazione dovuta per la prestazione nel giorno festivo, come da CCNL di categoria. 


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Lavoratori in Cassa integrazione, FIS o CIGD

Per i lavoratori in cassa integrazione, FIS o CIGD, se la festività interviene nel periodo di sospensione lavorativa, il trattamento economico aggiuntivo non viene corrisposto perchè a totale carico dell’azienda per i seguenti lavoratori:

  • lavoro ridotto;
  • sospensione lavorativa a zero ore settimanali per lavoratori retribuiti in base alle ore lavorate e non in misura fissa mensile, sospesi dall’attività da non più di due settimane.

La festività è a carico della Cassa dei lavoratori, nei casi seguenti:

  • sospensione lavorativa a zero ore settimanali, per i lavoratori retribuiti a ore e sospesi da più di due settimane;
  • sospensione lavorativa a zero ore settimanali per i lavoratori retribuiti in misura fissa anche se non sospesi da più di due settimane. 

Riepilogando, la retribuzione ad ore  a carico del datore di lavoro per le festività: 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno e tutte le festività che cadono nei primi quindici giorni di cassa integrazione, Fis O CIGD. Dopo i quindici giorni sono a carico dell’Inps escludendo sabato e domenica.