Busta paga: previsti 40 euro di aumento grazie al taglio del cuneo fiscale

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02/11/2019

Busta paga: previsti aumenti già da luglio 2020 grazie al taglio del cuneo fiscale, ma non per tutti i lavoratori, ecco i requisiti

Busta paga: previsti 40 euro di aumento grazie al taglio del cuneo fiscale

Partirà a luglio 2020 il taglio del cuneo fiscale, la busta paga aumenta in media di 40 euro, in base ai requisiti reddituale per accedere alla misura. Il governo, nella legge di bilancio, ha puntato molto sul taglio del cuneo fiscale. Per il 2020 è previsto un taglio, diciamo parziale, perché viene applicato a partire da luglio, nel 2021 diverrà strutturale. L’investimento previsto è di 3 miliardi per il 2020 e di 6 miliardi per il 2021. Come ha spiegato il ministro dell’economia, Gualtieri, per il 2021 è stato stanziato un miliardo in più rispetto a ciò che era stato previsto e che l’aumento medio in busta paga per ogni lavoratore è di 40 euro netti, aventi un reddito che va tra gli 8 e i 35mila euro annui. Il taglio del cuneo fiscale è la riduzione delle tasse sul lavoro e di conseguenza un aumento della busta paga. La cifra che gli italiani si potrebbero ritrovare in busta paga potrebbe cambiare e ciò dipenderà da come verrà modulata.

Taglio del cuneo: quali sono le fasce di reddito

Le fasce di reddito che usufruiranno del taglio del cuneo fiscale ne sono 3. La prima fascia è quella tra gli 8mila e i 24mila euro che riceveranno approssimativamente 15 euro in più al mese in busta paga, che si sommano con gli 80 euro di Renzi. Per i redditi tra i 24mila e i 26.600 euro l’aumento sarà di 33 euro in più al mese a testa. Poiché questa fascia di reddito non percepisce il bonus Renzi l’incremento è maggiore, ma saranno ridotti progressivamente fino a sparire sopra questa soglia. La soglia reddituale tra i 26.600 e i 35mila euro, per questo motivo ci guadagnerà di più, l’aumento in busta paga sarà di 95 euro.

Busta paga: il taglio del cuneo fiscale, esclusi gli incapienti


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Gli incapienti sono esclusi dal taglio del cuneo fiscale, sono coloro che percepiscono un reddito inferiore a 8mila euro. Il governo ritiene che questa fascia non necessita del sussidio perché sono persone che percepiscono il reddito di cittadinanza. Ma in realtà i criteri molto limitativo del reddito di cittadinanza non permettono a tutti i lavoratori sotto gli 8mila euro di beneficiare della misura.

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