Cartella esattoriale: basta un piccolo controllo e non si paga nulla

-
05/03/2020

Cartella esattoriale prescritta come fare per capire se i termini sono trascorsi? Basta un piccolo controllo e il debito può essere annullato.

Cartella esattoriale: basta un piccolo controllo e non si paga nulla

La cartella esattoriale è nulla quanto l’ente della riscossione non chiede in tempo il pagamento. Da considerare che il fattore temporale si interrompe quando arriva un nuovo sollecito di pagamento, una notifica di avviso, ecc. In questo caso i termini ripartono dalla data in cui è arrivato il documento che ha interrotto la prescrizione. Come più volte specificato,  se i debiti non sono notificati nel fattore temporale prestabilito si prescrivono e l’ente non può richiedere più il pagamento. Analizziamo il caso di un nostro lettore controllando i termini di prescrizione effettivi e gli ultimi orientamenti giuridici.

Cartella esattoriale e tempi di prescrizione

Agenzia delle entrate ufficio riscossioni mi chiede il pagamento di n. 2 cartelle esattoriali per gli anni 1993 e 1994 di Irpef non pagati con relativi interessi e sovrattasse chiedo se i termini sono prescritti anche perchè vi è sentenza della cassazione n.23397 del 17.11.2016 che ne sancisce la prescrizione.

grazie   G.F.

Quando si interrompe la prescrizione?

La prescrizione delle cartelle esattoriali, secondo la giurisprudenza, riguarda la tipologia di debito. Ecco il fattore temporale in base alle imposte e tasse:

  • Ires: 10 anni
  • Irpef: 10 anni
  • Irap: 10 anni
  • Iva: 10 anni
  • Imposta catastale: 10 anni
  • Imposta di bollo: 10 anni
  • Imposta di registro: 10 anni
  • Canone Rai: 10 anni
  • CCIAA: 10 anni
  • Tasi: 5 anni
  • Tosap: 10 anni
  • Imu: 5 anni
  • Tari: 5 anni
  • Contributi Inps e Inail: 5 anni
  • Bollo auto: 3 anni
  • Multe stradali e sanzioni amministrative: 5 anni
  • Sentenze di condanna per cartelle di pagamento:  10 anni.


Leggi anche: Naspi pagamento Inps di gennaio 2021: che giorno arriva la disoccupazione

Prescrizione entro 5 o 10 anni?

La cartella esattoriale Irpef si prescrive entro 5 o 10 anni, questo fattore temporale è stato molto discusso nelle aule di Tribunale.  La norma generale prevede la prescrizione è di dieci anni. Tuttavia, numerose sentenze hanno rilevato la prescrizione di cinque anni. Tale differenza è stata supportata dal Codice civile all’articolo 2948 n. 4),  il quale prevede che tutti i debiti che sono pagati annualmente o in frazioni di anno, si prescrivono in 5 anni. In questa tematica fa parte oltre all’Irpef anche l’Iva, in quanto il contribuente presenta annualmente la dichiarazione fiscale.

All’opposto di questa tesi viene sostenuto che il presupposto d’imposta non è mai uguale e può cambiare di anno in anno in basi ai redditi percepiti dal contribuente.

Da chiarire che se il contribuente fa ricorso per la prescrizione della cartella esattoriale per il tributo dell’Irpef e perde la causa, il termine di prescrizione è di 10 anni, in quanto la sentenza ha sempre una prescrizione decennale.

Cartella esattoriale prescritta: alcune sentenze di riferimento

Sentenze prescrizione cartelle Irpef: Cassazione n. 20213/2015;  CTP Avellino sentenza. n. 267/2017; Ctr Lombardia, sentenza n. 1883/16/2018;  CTR Catanzaro sentenza n. 173/16. Compresa la sentenza da lei citata.

Da precisare che se negli anni le sono state notificati atti o cartelle la prescrizione si sospende e riparte dalla data dell’ultima notifica ricevuta. Quindi, se lei non ha ricevuto altri atti solo queste due cartelle (mi sembra un po’ strano) allora le cartelle superati i 10 anni sono prescritte. Viceversa se ha ricevuto altre cartelle o atti che ne richiedono il pagamento, deve considerare i 10 anni dall’ultima notifica ricevuta.


Potrebbe interessarti: Bonus Bici e monopattino 2020: come funziona e quando arrivano i soldi, da oggi 14 gennaio 2021 ripartono le richieste di rimborso

Autotutela per annullare i debiti (istruzioni e modulo in pdf)