Cartella esattoriale: notifica a un contribuente defunto, è legittima?

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09/12/2019

Cartella esattoriale: la notifica a un contribuente defunto di pagamento di un tributo va eseguita rispettando regole precise, ecco quali

Cartella esattoriale: notifica a un contribuente defunto, è legittima?

Ci sono casi in cui si può ricevere una cartella esattoriale intestata a un parente deceduto. Il dubbio nasce se accettare o rinviare al mittente la raccomandata. Analizziamo quali sono le regole per la notifica di un avviso di accertamento o di una cartella di pagamento destinati a un parente deceduto.

La notifica degli atti fiscali agli eredi

I rapporti passivi e attivi di una persona defunta si trasmettono agli eredi. Quindi, anche i debiti verso l’Agenzia delle Entrate  e verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione si trasmettono agli eredi. Per la notifica degli atti fiscali, l’Agenzia deve rispettare delle determinate regole e la loro violazione implica la nullità dell’atto.

Le regole di notifica degli atti fiscali intestati al defunto

È illegittima una notifica indirizzata e intestata a una persona defunta. Infatti, non è possibile indirizzare una raccomandata a una persona che non c’è più, quindi è illegittimo indicare il nome e cognome del defunto sull’intestazione degli atti di notifica. I familiari conviventi non hanno nessun obbligo di accettare un atto a loro non intestato.

Quindi, l’Agenzia non può intestare una cartella a un soggetto deceduto anche il giorno prima. La legge prevede che la notifica è nulla quando gli eredi rifiutano di ritirare il plico.

Nel caso in cui i familiari ricevono un avviso di notifica nella buca postale, questi devono recarsi agli uffici postali per ritirare il plico in qualità di eredi. In questo modo si implica la tacita accettazione dell’eredità, pregiudicando chi invece vuole ancora un po’ di tempo per la decisione.

Il modo corretto d’invio di una notifica fiscale che riguarda gli atti di una persona defunta è quello d’intestare agli eredi in modo impersonale e cumulativo la raccomandata. Ad esempio la cartella va intestata agli “Eredi del sig. Gennaro Esposito”. Questo è l’unico caso in cui la notifica è legittima.

Gli eredi sono obbligati a comunicare i propri dati anagrafici all’Agenzia delle Entrate, in modo che questa possa notificare gli atti fiscali a ogni singolo erede e non genericamente e impersonalmente. Quindi dopo 30 giorni da tale comunicazione l’Agenzia deve notificare gli atti a nome di ogni singolo erede, pertanto l’atto di notifica va intestato al “Sig. Giovanni Esposito” figlio del sig. Gennaro Esposito. Nel caso contrario, la cartella è da ritenersi nulla.

Notifiche dopo un anno dalla morte

Un anno dopo la morte del contribuente, il Fisco può notificare gli atti alla residenza dei singoli eredi, indirizzandoli a questi ultimi personalmente.

Notifica a persona defunta: cosa fare?

In conclusione, ecco cosa fare quando si riceve una notifica di una cartella che riguarda atti relativi a un parente deceduto. Nel caso in cui sulla notifica vi è scritto il nome della persona defunta è meglio non accettare la raccomandata e inviarla indietro al mittente. Quando si accetta la raccomandata non è più possibile contestare la notifica dell’atto.

Nel caso in cui sulla notifica è riportata l’intestazione “Eredi del sig…” e non è trascorso un anno dal decesso, conviene accettare la raccomandata.

Notifiche prima dell’accettazione dell’eredità


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Quando un atto è stato notificato rispettando tutte le regole e quindi è legittimo, ciò non significa che l’erede deve pagare il debito. Infatti, il debito si trasferisce solo quando si esprime la volontà di accettare l’eredità. Quindi, prima dell’accettazione delleredità non si potrà subire alcun pignoramento.

Nel momento in cui si accetta l’eredità con beneficio d’inventario la notifica è valida. Nel caso non si paga il debito, il fisco può aggredire solo i beni pervenuti con la successione e non quelli personali.

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