Cassa integrazione in deroga: ammessi i lavoratori intermittenti

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12/04/2020

Possono accedere alla Cassa integrazione in deroga i lavoratori a chiamata, previa presenza di patto Regionale in cui non sia stata esclusa la categoria.

Cassa integrazione in deroga: ammessi i lavoratori intermittenti

La Cassa integrazione in deroga apre ai lavoratori intermittenti, ossia la categoria dei lavoratori con contratto a chiamata, come stabilito nell’articolo 17 del Decreto Legge n. 9/2029 e successive modifiche col Decreto Legge n. 18 del 2020. Vista l’emergenza sanitaria ed economica, la normativa vigente ha ampliato l’accesso alla GIGD per il comparto privato.

In particolare, nel quadro normativo rientrano i settori agricoli, pesca, enti religiosi ecc., ossia tutta quella parte di lavoratori estromessi dagli aiuti al supporto del reddito, ossia che non possono accedere agli ammortizzatori sociali.

Ciò vuol dire che, considerando la sospensione o riduzione forzata dovuta da Covid-19 e, in presenza di un regolare rapporto di lavoro, i lavoratori possono accedere alla cassa integrazione in deroga. Per un periodo non maggiore di 9 settimane. La regola investe i lavoratori in occupazione dal 23 febbraio 2020.

I principi che regolano l’accesso

I datori di lavoro con l’attività produttiva ferma o in riduzione per cause imputabili all’epidemia da Covid-19, possono accedere alla cassa integrazione in deroga. In presenza dei seguenti criteri, tra cui:

– aventi fino a 5 lavoratori, escluso chi aderisce agli strumenti di sostegno del reddito, ossia gli ammortizzatori sociali disciplinati dai Fondi di solidarietà bilaterale;

– che hanno avuto in precedenza accesso agli strumenti di sostegno del reddito, meglio conosciuti come ammortizzatori ordinari così come stabilito nel D. Lgs 148/15 e, nei limiti fissati dall’articolo 17 del Decreto legge n. 9/2020 e dell’articolo 22 del Decreto Legge n. 18/2020.

– che possono accedere esclusivamente alla CIGS e, non potendo fruire di sostegno al reddito immettendo la causale Coronavirus. Come ad esempio, le aziende del commercio, viaggi e turismo che registrano lavoratori per oltre 50 unità;

– nel caso di più strutture operative presenti in 5 Regioni o Province Autonome, l’istanza per l’accesso alla cassa integrazione in deroga, così come disposto dal Decreto Interministeriale del 23 marzo 2020, dovrà essere esibita direttamente al Ministro del Lavoro.

Quali i lavoratori  sono esclusi e quali possono accedere alla cassa integrazione in deroga?

I lavoratori subordinati indipendentemente dal tipo di contratto, possono accedere alla cassa integrazione in deroga. Tuttavia, non tutti i lavoratori possono accedere alla cassa integrazione in deroga, alcuni  di essi  sono esclusi dal beneficio, tra cui:

– lavoratori a chiamata, che possono accedere al beneficio in base alle giornate reali lavorate. Previa presenza di patto Regionale in cui non sia previsto in chiaro l’esclusione della categoria;

– lavoratori domestici non rientrano nel beneficio;

– dipendenti a termine, solo in presenza della cessazione del rapporto di lavoro;

– lavoratori somministrati, in mancanza del Trattamento d’Integrazione salariale (TIS). Ma, solo se l’attività lavorativa eseguita presso un datore di lavoro che rientra come fruitore di ammortizzatori sociali ordinari;

– lavoratori agricoli (tempo determinato) esclusi dal beneficio. Se fruitori d’indennità prevista dall’articolo 30 del D.L. 18/2020 diretta a supportare il settore agricolo.