Cassa integrazione: necessaria la doppia domanda per le 9 settimane, le novità

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18/06/2020

Cassa integrazione di ulteriori nove settimane, si possono chiedere anche prima del 1° settembre, le ultime novità e le criticità sulla erogazione.

Cassa integrazione: necessaria la doppia domanda per le 9 settimane, le novità

Il datore di lavoro può fruire della cassa integrazione per far fronte all’ emergenza Covid-19 . Secondo le nuove disposizioni contenute nel decreto legge denominato “Rilancio”, il datore di lavoro può anticipate le quattro settimane anche prima del 1° settembre 2020, ma per farlo deve aver usato interamente le prime quattordici settimane.

Cassa integrazione e doppia domanda per le 9 settimane

La normativa attuale in riferimento alla Cigo e assegno ordinario, prevede che i datori di lavoro che hanno dovuto ridurre o chiedere l’attività lavorativa per l’emergenza da Covid-19, possono presentate domanda di cassa integrazione per un massimo di nove settimane per il periodo che va dal 23 febbraio al 31 agosto 020; incrementate di altre cinque settimane da richiedere per lo stesso periodo. Inoltre, il datore di lavoro ha diritto ad ulteriore quattro settimane ma per il periodo dal 1° settembre al 31 ottobre 2019.

Le ultime novità prevedono che il datore di lavoro per accedere alle quattro settimane deve aver interamente fruito delle prime quattordici settimane (9+5). Inoltre, le aziende potranno utilizzare le ulteriori quattro settimane anche prima del 1° settembre 2020.

In particolare, la seconda fase della cassa integrazione (5+4 )settimane, sarà più complessa e le nove settimane non potranno essere chieste in un’unica soluzione.

Se questa nuova modalità venisse confermata, le aziende saranno sottoposte ad un aggravio di adempimenti, oltre quelli già in vigore, e dovranno fare domanda prima delle cinque settimane e solo al termine del periodo, potranno fare domanda delle ulteriori quattro settimane da utilizzare a questo punto anche senza soluzione di continuità.

Le domande devono essere presentate entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o riduzione lavorativa, pena la decadenza.  Nella prima fase i termini sono stati spostati al trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore del secreto. Per le domande riferite ai periodi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativo che vanno dal 23 febbraio al 30 aprile 2020, il termine è perentorio al 15 luglio 2020, pena la decadenza.


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Bisogna capire i nuovi termini con quelli già previsti in base agli articoli 19 e 22 del decreto legge 18/2020.

Sicuramente ci saranno nuovi aggiornamenti su come agire e quale tempistica seguire.

Nel frattempo l’Ispettorato del lavoro in collaborazione con l’Inps ha iniziato i controlli secondo una lista di aziende e lavoratori che hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali e assegni.