Cassa integrazione: quanto spetta davvero mensilmente al lavoratore?

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25/06/2020

Molti lavoratori si sono visti corrispondere a titolo di indennità per la cassa integrazione cifre di molto inferiori alla retribuzione. Spetta davvero l’80% dello stipendio?

Cassa integrazione: quanto spetta davvero mensilmente al lavoratore?

I lavoratori che sono costretti dall’azienda ad accettare la cassa integrazione oltre alla preoccupazione di chiedersi quale sarà il futuro lavorativo, si chiedono spesso quale importo mensile gli spetterà. Anche se quello che comunemente si pensa è che la cifra mensile spettante è pari all’80% dello stipendio è bene sapere che non è proprio così. In questo articolo affronteremo il tema della retribuzione in caso di cassa integrazione a zero ore, quella che nella maggior parte dei casi riguarda i dipendenti  che in questo periodo si sono visti mettere a riposo dalla propria azienda a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19.

Cassa integrazione COVID-19 e importo spettante

La cassa integrazione è una tutela al reddito dei lavoratori nel caso l’azienda di cui sono dipendenti attraversa un momento di crisi (quello che sta accadendo in questo periodo a moltissime aziende italiane).

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L’azienda, infatti, in caso di crisi può decidere di ridurre le ore mensili dei propri lavoratori o sospenderle del tutto (cassa integrazione a zero ore). I dipendenti avranno diritto ad una indennità mensile erogata dall’INPS per far fronte alla perdita di retribuzione.

Nel caso della cassa integrazione a zero ore il dipendente durante il periodo di fruizione dell’ammortizzatore sociale è esonerato completamente dalla propria attività lavorativa.


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In linea generale la normativa vuole che al lavoratore spetti, durante la fruizione della CIG, una retribuzione pari all’80% della retribuzione che ha perduto. Accanto a questa regola generale, però, ci sono dei massimali, ovvero importi massimi erogabili, a titolo di indennità. Questi importi sono stabiliti dalla legge annualmente e comunicati dall’INPS in base ad apposite circolari.

I massimali previsti in caso di cassa integrazione a zero ore sono essenzialmente 2:

per i lavoratori che hanno una retribuzione pari od inferiore a 2159,48 euro spetta un’indennità di 998,18 euro che al netto del 5,84% sono 939,89 euro

per i lavoratori con retribuzione superiore a 2159,48 euro spettano 1199,72 euro lordi (1129,66 netti).

Non per tutti i lavoratori, quindi, spetta una copertura salariale all’80%: più alto è il reddito mensile più la percentuale spettante a titolo di cassa integrazione sarà più bassa dell’80%.

Cassa integrazione, chi la paga?

La casa integrazione generalmente viene anticipata dal datore di lavoro che, poi,la recupera attraverso i conguagli dei contributi da versare all’INPS. Nel caso sia il datore di lavoro ad erogare la CIG i lavoratori non subiranno ritardi nel ricevere il trattamento.

In altri casi, invece, il datore di lavoro può chiedere che l’ammortizzatore sociale sia erogata direttamente dall’INPS ed in questo caso l’erogazione può ritardare anche di diversi mesi.