Certificazione Unica 2019: sanzione in caso di omessa, ritardo o errata trasmissione

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11/03/2019

Per la Certificazione Unica 2019, nel caso in cui viene omessa la trasmissione o inviata in ritardo o ancora commessi degli errori di compilazione, il datore di lavoro incombe in sanzioni. Ecco quali sono

Certificazione Unica 2019: sanzione in caso di omessa, ritardo o errata trasmissione

Per la Certificazione Unica 2019 ci sono sanzioni nel caso in cui si invia il modulo sia inviato in ritardo, si omette o si commette errori di compilazione.

Ormai è passato il termine di scadenza per la presentazione della Certificazione Unica 2019, stabilita per il 7 marzo. Nel caso in cui non si è effettuata la trasmissione bisogna capire come avviene il calcolo delle sanzioni e quando è possibile usufruire del ravvedimento operoso.

La sanzione prevista per l’invio tardivo della Certificazione Unica 2019 o per errori nella compilazione è di 100 euro per ogni certificazione unica coinvolta.

Nel caso in cui si proceda alle correzioni delle CU inviate entro la data di scadenza è possibile ottenere la riduzione di 1/3 della sanzione prevista.

Mettiamo in chiaro che la Certificazione unica ha una duplice scadenza, prima di entrare nel dettaglio delle sanzioni che riguardano il mancato invio o tardivo di essa. Quindi i termini di scadenza di invio sono:

  • La CU 2019 che riguarda il reddito dei dipendenti va inviata entro il 7 marzo 2019, in quando questi contribuenti sono interessati dalla compilazione del modello 730 precompilato;
  • La certificazione unica 2019, che riguarda i redditi degli autonomi, possono essere inviate all’Agenzia delle Entrate entro lo stesso termine di scadenza del modello 770/2019 cioè il 31 ottobre.

Certificazione Unica 2019: sanzioni per il datore di lavoro in caso di errori, ritardo od omissioni

Vediamo quali sono le sanzioni in cui possono incorrere i datori di lavoro per non rispettare la normativa che riguarda la CU 2019.

Il riferimento normativo da tener presente è la Legge di Stabilità 2016 e i decreti legislativi 158 – 151 del 2015 che hanno modificato il sistema delle sanzioni, stabilite a carico del datore di lavoro in caso ritardo, omissione ed errori nella redazione di invio telematico della certificazione unica Cu 2019.

Vediamo nello specifico quali sono le sanzioni previste:

  • nel caso in cui le Certificazione Unica è stata omessa, o inviata in ritardo o ancora compilata in modo errata la sanzione prevista è di 100 euro per singola certificazione con un limite massimo di 50.000 euro per ogni anno e sostituto d’imposta;
  • la Certificazione Unica compilata in modo errata e trasmessa entro il 7 marzo 2019, ma corrette e ritrasmesse entro 5 giorni non c’è alcuna sanzione;
  • per le Certificazione Unica compilata in modo errata e trasmessa entro il 7 marzo 2019, ma corrette e ritrasmesse entro 60 giorni, la sanzione è di 33,33 euro per ogni certificazione con un limite massimo di 20.000 euro per ogni anno e sostituto d’imposta;

Le sanzioni al riguardo vanno versate con il modello F24 con il codice tributo 8906, compilando la sezione Erario.

I 5 giorni per la ritrasmissione della CU 2019, decorrono precisamente da:

  • dalla data della comunicazione di scarto ricevuta dall’Agenzia dell’Entrate, come è stato previsto dalla circolare numero 195/1999 del Ministero delle Finanze;
  • dalla data di scadenza del 7 marzo nel caso di certificazioni uniche di cui il datore di lavoro si accorge di aver omesso o inviato dati incompleti.

Certificazione Unica 2019: correzione entro 60 giorni

Come già abbiamo detto, il datore di lavoro che trasmette una certificazione incompleta può rimediare all’errore rinviando la certificazione corretta entro 60 giorni e quindi può beneficiare di una riduzione della sanzione.

La sanzione in questo caso viene ridotta a 33,33 euro cioè ad 1/3 per ogni Certificazione Unica inviata corretta, ed anche l’importo massimo viene ridotto da 50.000 a 20.000 euro.


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Quindi per poter usufruire della sanzione ridotta bisogna rinviare i CU 2019 entro il 7 maggio 2019. Facciamo presente che ciò è possibile solo nel caso in cui le certificazioni errate sono state trasmesse entro il 7 marzo 2019.

CU 2019: quando presentare il modello e le istruzioni