Chi riceve contanti commette reato per fatture false, la sentenza

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20/02/2020

L’imprenditore che riceve contanti rischia di commettere reato di antiriciclaggio, a chiarirlo una recente sentenza della Corte di Cassazione.

Chi riceve contanti commette reato per fatture false, la sentenza

L’imprenditore che riceve contanti commette reato, è quanto si evidenzia in una sentenza della Corte di Cassazione la numero 6397 depositata nei giorni scorsi. Nello specifico la Corte ha stabilito che l’imprenditore che riceve somme in contanti commette delitto di autoriciclaggio, in seguito alla contabilizzazione di fatture false. Il caso vede un imprenditore indagato per autoriciclaggio, la società a lui riconducibile, aveva ricevuto fatture per operazioni inesistenti da una società olandese.

Il caso: la restituzione dei soldi in contanti

La ricostruzione del caso ha messo alla luce un giro molto comune, le fatture dichiarate false venivano pagate con bonifico bancario, successivamente, i soldi venivano restituiti in contanti all’imprenditore italiano.

Legittimo il delitto di autoriciclaggio anche con operazioni simulate

I giudici hanno dichiarato la legittimità dei presupposti del delitto di autoriciclaggio in quanto i soldi sono stati trasferiti alla società olandese con bonifico bancario che ha simulato un’operazione commerciale con fatture false. Per i giudici è irrilevante che le operazioni fossero simulate e non effettive.

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