Colf e badanti 2020: aumenti dei contributi, le novità Inps

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25/02/2020

L’INPS attraverso la circolare n. 17/2020 ha divulgato l’elenco delle fasce di retribuzione e dei contributi da versare per i lavoratori domestici. In datore di lavoro che non versa i contributi rischia una sanzione pecuniaria del 40%.

Colf e badanti 2020: aumenti dei contributi, le novità Inps

Colf e badanti, l’INPS ha pubblicato gli importi relativi ai contributi per la categoria dedicata ai lavorati domestici. Nella circolare n 17 del 6 febbraio è presente l’elenco delle fasce di retribuzione in vigore dal 1° gennaio 2020. Segnalato un leggero aumento contributivo dello 0,01%, dovuto alla variazione dei prezzi al consumo dell’indice ISTAT posizionato sul valore annuo pari allo 0,1%.

Colf e badanti: chi è tenuto al pagamento dei contributi?

La normativa prevede che il datore di lavoro del lavoratore domestico sia vincolato al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali (INPS) in relazione alla sua quota che per la parte spettante al lavoratore. Trattenendo, poi la parte di competenza del lavoratore nella busta paga versata con cadenza mensile.

Colf e badanti: quando il datore di lavoro deve versare i contributi?

Il datore di lavoro deve versare i contributi per i lavoratori domestici, con scadenza trimestrale, quale:

  • il primo trimestre cade nel periodo che va dal 1° al 10 aprile;
  • il secondo trimestre capita nel lasso di tempo che va dal 1° al 10 luglio;
  • il terzo trimestre cade nel periodo che va dal 1° al 10 ottobre;
  • il quarto trimestre capita nell’intervallo di tempo che va dal 1° al 10 gennaio.

Nel caso di cessazione del rapporto lavorativo vanno rispettate le cadenze trimestrali? No, in questo caso è posta una postilla nella quale viene chiarito che in presenza di una cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve provvedere al pagamento dei contributi per il lavoratore domestico, entro i 10 giorni successivi alla fine del rapporto lavorativo.

Colf e badanti: quando scattano le sanzioni pecuniarie del 40%

In presenza di un mancato, tardivo, oppure nel caso di un parziale pagamento dei contributi, l’Inps interviene attribuendo al datore di lavoro una sanzione pecuniaria fino al 40% dell’importo dei contributi.

Una sanzione prevista nel caso in cui il datore di lavoro esegua (volontariamente) il pagamento dei contributi, entro l’anno di riferimento della scadenza contributiva. Ossia, non vi sia la presenza di un atto di contestazione emanato dall’Inps, Inail o Ispettorato del lavoro. In mancanza di versamenti il datore di lavoro rischia una condanna per evasione contributiva con l’applicazione della sanzione del 30% calcolata su ogni anno di evasione su base trimestrale.