Come comportarsi se un collega è positivo al Coronavirus?

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16/03/2020

Quali sono gli obblighi da rispettare nel caso di un collega positivo al Coronavirus? Bisogna aspettare la conferma del contagio?

Come comportarsi se un collega è positivo al Coronavirus?

L’allarme da Covid-19 è attivo, tanti sono i lavoratori che si trovano a casa per l’effetto delle disposizioni restrittive del Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha prodotto la chiusura delle aziende, bar, ristoranti e negozi vari. Alcuni lavoratori hanno attivato lo smart working risultando operativi anche da casa. Altri, invece hanno fruito di permessi o ferie. Tuttavia, tanti sono i lavoratori che ogni mattina si recano sul posto di lavoro, come ad esempio gli operai delle aziende (attive), supermercati, farmacia, e così via. E, nonostante tutte le precauzioni per tutelare la salute (ambienti sanificati, mascherine e guanti) può capitare che un collega sia colpito da una febbre e, risulti essere contagiato da Covid-19. A quel punto cosa accade per gli altri lavoratori? Quale comportamento bisogna rispettare?

Collega affetto da Coronavirus: la circolare del ministro della Salute

È bene sapere che il ministro della Salute attraverso la circolare n. 5443/2020, ha distinto le categorie particolarmente a rischio da contagio da Covid-19, classificandole nel seguente modo:

  • nel caso di impiego nel comparto sanitario, oppure, nel soccorre un caso sospetto o una persona positiva da coronavirus;
  • se l’attività lavorativa viene svolta presso un laboratorio che analizza campioni di Sars-CoV-2;
  • se nel caso si è stati a contatto diretto, con una persona sospetta o confermato essere affetta da Covid-19, (come un ambiente lavorativo, quindi, un collega);
  • se nel palazzo ove si dimori sia stato evidenziato un caso sospetto o confermato di coronavirus;
  • nel caso di un viaggio in aereo dove è stato evidenziato un caso sospetto o confermato di coronavirus.


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Inoltre, bisogna considerare un intervallo di tempo pari a 14 giorni prima o successivo alla fase di contagio. In ogni caso, il lavoratore che si è trovata in una delle circostanzi innanzi descritte, deve segnalare al numero verde della Regione di residenza o all’Asl l’evento, ossia di aver avuto contatto diretto con un caso sospetto o confermato di contagio. In presenza di febbre superiore ai 37,5° il lavoratore ha l’obbligo di non recarsi al lavoro e di comunicare al medico di famiglia lo stato di salute.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di segnalare i lavoratori che sono stati in contatto con una delle indicazioni innanzi descritte e, fornire all’autorità sanitaria tutti gli elementi. L’ASL solo in caso di positività, attiva la procedura disposta dal decreto mettendo in quarantena il lavoratore infetto e, tutte le persone con cui ha avuto contatti interni ed esterni.