Comperare casa all’asta: si rischia di comprare immobile occupato

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20/02/2020

Acquistare una casa all’asta significa anche rischiare di dover attendere del tempo prima che l’immobile si liberi, vediamo perchè.

Comperare casa all’asta: si rischia di comprare immobile occupato

Cattive notizie per chi intende comprare (o ha già comprato) una casa all’asta: un emendamento al decreto Milleproroghe, infatti, permette a chi vive in un immobile pignorato di continuare ad abitarlo fino al decreto di trasferimento che potrebbe arrivare dopo molto tempo.

Casa all’asta e rischi

L’emendamento inserito pochi giorni fa nel decreto Milleproroghe rischia di arrecare danni non solo a chi compra la casa all’asta, ma anche ai creditore del soggetto che ha subito pignoramento e al soggetto stesso che vedrà il valore del proprio immobile scendere di prezzo drasticamente. Cerchiamo di capire.

In base all’emendamento in questione il debitore non perde il possesso della casa fino al decreto di trasferimento (il decreto di trasferimento contiene l’ingiunzione al debitore di rilasciare l’immobile ed equivale al rogito). Solo con il decreto di trasferimento il bene viene trasferito dal debitore all’acquirente e solo con questo si intima al debitore di lasciare l’immobile.

Confedilizia sottolinea, però, che tale provvedimento rappresenta un grave rischio per gli acquisti con le aste giudiziarie poichè le banche, dovendo cedere case ancora occupate dovranno richiedere un minor valore per le stesse.

La norma in questione, già inserita nel decreto semplificazioni per le espropriazioni immobiliari avviate a partire da febbraio 2019,  stabiliva che il debitore e i suoi familiari non perdevano il possesso e il diritto di abitazione dell’immobile fino al decreto di trasferimento. Il debitore, quindi, ha il diritto di abitare l’immobile espropriato anche dopo l’avvenuto passaggio di proprietà e chi acquista, quindi, potrebbe essere costretto ad attendere del tempo prima che l’immobile risulti libero, ovvero fino alla pronuncia del decreto di trasferimento.

La liberazione della casa viene richiesta solo in determinate circostanze (come ad esempio la cattiva conservazione dell’immobile o nel caso si ostacoli il diritto di visita ad eventuali compratori). La liberazione anticipata dell’immobile, quindi, è solo un’eventualità.


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Una casa occupata non è appetibile per i compratori e questo provoca un danno non solo per chi compra ma anche per i creditori (di solito le banche) che dovranno chiedere un valore più basso per l’immobile occupato e per i debitori esecutati, che ricaveranno un prezzo minore dalla vendita all’asta.