Comporto per malattia: quanto dura? Se si supera scatta il licenziamento?

Il periodo di comporto per malattia, si riferisce alle assenze del dipendente dovute per causa di malattia. Sostanzialmente, si tratta di quel lasso di tempo in cui il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, pur non lavorando. Generalmente, le assenze riguardano vari motivi, come:

  1. malattia;
  2. infortunio;
  3. gravidanza.

Il comporto per malattia, si divide in due tipi, quali:

  • comporto secco (unitario): qualora, l’assenza dal lavoro da parte del lavoratore risulti essere di una durata continuativa;
  • comporto frazionato (sommatoria): si tratta, di quantificare il limite massimo di assenze richiedibili dal lavoratore, in relazione all’arco temporale lavorativo annuo.

Resta da dire, che il periodo di comporto viene fissato nei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro. Di conseguenza, per conoscere l’esatto lasso di tempo da richiedere in caso di malattia in un anno, bisogna controllare il CCNL del settore di assunzione.

È bene sapere, che una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che nel periodo di comporto vanno conteggiati anche i giorni non lavorati, quindi, il calcolo parte dal primo giorno, fino all’ultimo giorno relativamente al certificato del medico che ha fissato i giorni di malattia.

Non rientrano nel periodo di comporto i giorni relativi a infortunio sul lavoro, oppure le assenze dovute a patologie gravi che necessitano di continue terapie salvavita. Stesso discorso vale per i giorni per ricovero per pericolo di vita o per malattia specifica da gravidanza.

Cosa prevede la legislatura in materia di periodo di comporto per malattia?

La tutela della salute del lavoratore è disciplinata dall’articolo 32 della Costituzione nell’ordinamento giuridico dei diritti fondamentali della persona. Di conseguenza, il dipendente che per vari motivi incorre in periodo di malattia che lo costringe ad astenersi dal posto di lavoro per la durata necessaria per il recupero delle forze fisiche e psichiche ha il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Durante questo intervallo di tempo, al dipendente non tocca la normale retribuzione, ma bensì un’indennità di malattia, equivalente al 50% dello stipendio percepito, relativo ai primi giorni di in cui materialmente risulti assente dal lavoro, per i giorni successivi passa al 66,6%.

Il lavoratore ha diritto ai giorni di malattia retribuiti, non sono considerate assenze che portano al licenziamento. Per questo motivo, il lavoratore ha il diritto al mantenimento del posto di lavoro. Di conseguenza, il datore di lavoro non potrà procedere con il licenziamento dovuto per causa di malattia del dipendente. Tuttavia, esistono delle eccezioni, infatti, la normativa tutela sia il lavoratore in caso di malattia che il datore di lavoro.

Periodo di comporto per malattia

Il datore di lavoro viene tutelato dalla normativa vigente con il periodo di comporto. Sostanzialmente, esiste un limite di malattia che il dipendente non può superare. Nell’eventualità che superi la soglia fissata dal CCNL, il datore di lavoro può avviare la pratica per il licenziamento del dipendente risultante assente per il periodo di malattia.

Ogni dipende dovrebbe conoscere esattamente la durata relativa al periodo di comporto, per evitare rischi in caso di una malattia troppo persistente e lunga.

Qual è la durata del periodo di comporto per malattia in relazione ai CCNL?

Brevemente in modo sintetico vi elenchiamo la durata del periodo di comporto nei vari CCNL, quali:

  • CCNL Commercio: prevede un lasso di tempo di assenza per malattia suddiviso in 180 giorni nell’arco temporale dell’anno solare;
  • CCNL Scuola: prevede un periodo di assenza per malattia continuativo pari a 18 mesi nell’arco temporale di un triennio. Prolungabile in casi eccezionali;
  • CCNL Metalmeccanici: prevede un periodo di comporto secco in virtù dell’anzianità di servizio. In questo caso, si parla di 6 mesi di assenza per malattia con un’anzianità di circa 3 anni. Periodo di comporto di 9 mesi in presenza di un’anzianità di servizio che oscilla tra 3 e 6 anni. Oltre i 12 mesi di durata del comporto superati i 6 anni di anzianità;
  • CCNL Alimentare: prevede un periodo di comporto pari a 6 mesi con un’anzianità di servizio di 5 anni;
  • CCNL Autotrasporti: prevede un periodo di comporto in base all’anzianità di servizio. In questo caso, si parla di 245 giorni in presenza di un’anzianità minore di 5 anni e 365 giorni maggiore di 5 anni.

Leggi anche: Permessi legge 104, in ferie o chiusura aziendale, come vengono considerati? Si possono recuperare?

Comporto per malattia: quanto dura? Se si supera scatta il licenziamento? ultima modifica: 2018-09-16T07:37:50+00:00 da Antonella Tortora

Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein