Con il cambio di residenza si ha anche il cambio dell’attestazione ISEE?

IL cambio di residenza può incidere sul reddito Isee, quali sono i vantaggi? Ecco tutte le novità

Il cambio dell’ISEE si ha quando non solo cambi casa, ma quando trasferisci insieme alle tue cose anche la tua residenza. L’Isee, è l’indicatore della situazione economica equivalente, che stabilisce se hai diritto alle agevolazioni o agli aiuti che lo Stato concede ai cittadini più bisognosi. Quindi avendo un Isee più basso hai più possibilità di poter accedere a tale misure.

Mettiamo in evidenza il perché l’Isee cambia con il cambio di residenza.

Nel momento in cui vivi in famiglia il reddito Isee mette insieme il guadagno e le proprietà di tutti. Invece quando si cambia residenza dovrai fare la dichiarazione Isee da solo, che sicuramente sarà inferiore a quella complessiva del nucleo familiare. Quindi in questo caso è molto probabile che puoi accedere alle agevolazioni e agli aiuti assistenzialisti dello Stato.

Con la dichiarazione Isee si può far richiesta per diversi benefici come ad esempio: la riduzione delle tasse universitarie, il bonus bebè, la diminuzione delle bollette di luce e gas e il tanto atteso reddito di cittadinanza. Agevolazioni che fanno piacere a molti e si possono ottenere solo con una dichiarazione Isee che non superi una certa soglia. Ecco perché molti pensano al cambio di residenza.

Isee: residenza e nucleo familiare

Quindi la differenza tra una dichiarazione Isee ed un’altra è il numero dei componenti del nucleo familiare. Importane è capire quali elementi fanno parte del nucleo familiare e in che modo influisce il cambio di residenza sull’indicatori Isee.

Bisogna chiarire che la famiglia anagrafica che ha la residenza nella stessa casa equivale al nucleo familiare che però non compone il reddito Isee, in quanto per il calcolo Isee si considera anche chi è fiscalmente a carico anche se non convivente.

Infatti ci sono delle situazioni particolari che costituiscono un nucleo familiare ai fini del calcolo dell’Isee:

  • il caso dei genitori conviventi e non sposati: fanno parte dello stesso nucleo familiare ai fini Isee;
  • i genitori non sposati e non conviventi, non fanno parte della stessa famiglia anagrafica ma vengono considerati nello stesso nucleo familiare ai fini Isee.

Isee: nucleo familiare ai fini del reddito

Non fanno parte dello stesso nucleo familiare quando il genitore non convivente con il dichiarante:

  • sia sposato con un’altra persona diversa dall’altro genitore;
  • abbia dei figli con una persona diversa dall’altro genitore;
  • debba versare, per ordine di un tribunale, degli assegni periodici destinati al mantenimento dei figli;
  • non abbia più la potestà sui figli o sia stato allontanato dalla residenza di famiglia;
  • sia stato dichiarato estraneo in termini di rapporti affettivi ed economici in sede giurisdizionale o dall’autorità che si occupa dei servizi sociali.

Nel caso in cui il genitore del figlio minorenne non convivente sia sposato o abbia dei figli con una persona diversa dall’altro genitore, formando così un altro nucleo familiare, bisogna presentare l’Isee minorenni, un modulo che considera la sua situazione economica ma che tiene conto della scala di equivalenza dell’altro nucleo, integrando con una componente aggiuntiva l’Isee de nucleo del minorenne.

Altri casi particolari possono essere quelli:

  • i coniugi che vivono in una residenza diversa fanno parte sempre dello stesso nucleo familiare ai fini Isee, fa fede la famiglia anagrafica di uno dei due o l’ultima residenza che hanno avuto insieme. Lo stesso vale per i coniugi separati ma conviventi;
  • dei coniugi separati e non conviventi: non fanno più parte dello stesso nucleo familiare. Questi sono casi messi sotto la lente di ingrandimento dagli ispettori del Fisco che indagano sugli aventi diritto agli aiuti assistenziali dello Stato;
  • dei figli che convivono con i nonni, rientrano nel nucleo familiare dei nonni se sono fiscalmente a loro carico. Se, invece, sono a carico dei genitori, rientrano nel nucleo di questi ultimi anche se vivono con i nonni;
  • dei figli maggiorenni non conviventi anche questi fanno parte del nucleo familiare dei genitori se sono a loro carico ai fini Irpef, non sono sposati e non hanno dei figli.

Le novità sul reddito di cittadinanza

Il Governo, per definire il nucleo familiare ai fini Isee ha introdotto alcune novità, e ciò riguarda il diritto al   reddito di cittadinanza. In particolare, è stato deciso che:

  • dopo una separazione o un divorzio, se due coniugi continuano a vivere sotto lo stesso tetto rientrano sempre nello stesso nucleo familiare, quindi se mantengono la stessa residenza;
  • il figlio maggiorenne, non più di 26 anni, che non vive più con i genitori rientra nel loro stesso nucleo familiare. Se ha i requisiti per essere a loro carico ai fini Irpef, non è sposato e non ha dei figli.

Isee: come influisce il cambio di residenza

Mentre il cambio di residenza incide sul reddito Isee solo in due casi:

  • i due coniugi risiedano in due posti diversi dopo ad una separazione o ad un divorzio;
  • il figlio maggiorenne cambia la residenza, e si mantenga da solo, oppure si sposi o abbia dei figli. Quindi non si più fiscalmente a carico a carico dei genitori ai fini Irpef.

In conclusione, possiamo dedurre che il cambio di residenza incide sul reddito Isee solo nel momento in cui le divisioni del nucleo originario si creano altri nuclei familiari con redditi inferiori.

Per chiarire il concetto facciamo un esempio. Prendiamo in considerazione un nucleo familiare composto da tre persone, dai genitori e un figlio, entrambi i genitori lavorano e il figlio studia. I genitori decidono di separarsi legalmente e uno di essi cambia residenza, mentre il figlio ormai maggiorenne va a studiare in un’altra città lavorando per mantenersi agli studi. A questo punto si sono creati tre nuclei familiari diversi ognuno con un proprio reddito Isee, sicuramente più basso di quello del nucleo familiare originario. Avendo forse anche la possibilità di poter usufruire delle agevolazioni dello Stato come il reddito di cittadinanza.

Invece, un caso diverso è quando i tre hanno la stessa residenza con un unico reddito Isee, in cui lavora solo uno dei coniugi ed ha un lavoro ben remunerato, l’altro genitore non lavora ed il figlio studia ancora. Il guadagno del genitore che fa reddito può forare la soglia oltre la quale non si ha più diritto ad alcun aiuto statale. Quindi, in un nucleo familiare non conta quante persone lavorano ma quanti soldi si guadagnano.

Ricordiamo che per ogni agevolazioni statale ci sono delle determinate soglie di reddito da rispettare, in base a quale misura uno intende ricevere.

Isee: il cambio di residenza forzato

Con l’introduzione del reddito di cittadinanza molti, per cercare di ottenere questa misura, cercano degli escamotage e uno di questi sembra proprio essere il cambio di residenza in modo di creare più nuclei familiari con redditi più bassi.

Il gioco è facile, basti recarsi in comune e dichiarare la separazione legale e fare il cambio di residenza in un altro comune, in questo modo si sono creati due nuclei familiari con un reddito Isee più basso con cui si può richiedere l’agevolazione.

Lo stesso discorso si può fare per il figlio maggiorenne. Basta che cambi residenza creando un nucleo familiare diverso e anche lui potrebbe ottenere in questo modo l’accesso ad una prestazione sociale.

Isee e finto cambio di residenza: le conseguenze

In questo ultimo periodo si sono registrati moltissimi cambi di residenza e questo ha destato sospetti che molto probabilmente molti siano falsati solo per poter ottenere il reddito di cittadinanza. Quindi l’Esecutivo ha inasprito le pene contro chi vuole fare il barbetto gioca a fare il furbetto per ottenere un diritto non suo, penalizzando anche chi ne ha realmente il diritto.

Ci sono comunque delle conseguenze per chi presenta una dichiarazione di residenza non fedele alla realtà, come:

  • di essere cancellato dall’anagrafe comunale e di diventare irreperibile, il ciò significa perdere i benefici socio-assistenziali;
  • di non ricevere più gli atti giudiziari, che finirebbero in Comune o in Posta, quindi non ricevere più una raccomandata importante.

Inoltre, per chi presenta una dichiarazione Isee falsata, per il reddito di cittadinanza, rischia da 1 a 6 anni di reclusione e ciò vale anche per un cambio di residenza fittizio.

Dichiarazione ISEE precompilata, con Decreto Quota 100 slitta al 1° settembre 2019

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.