Congedo per cure di 30 giorni l’anno: quando spetta?

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11/11/2019

Congedo per cure: quando può essere richiesto e per quali cure è valido? Vediamo la normativa di riferimento.

Congedo per cure di 30 giorni l’anno: quando spetta?

Il congedo per cure, concesso ai lavoratori con invalidità lavorativa superiore al 50%, concede un massimo di 30 giorni retribuiti in cui assentarsi dal lavoro ogni anno in base all’art. 7 – comma 1 del D.Lgs 119/2011. Per quali cure può essere richiesto e in quali casi? Vediamo cosa stabilisce la normativa di riferimento.

Congedo per cure: quando?

Una nostra lettrice ci chiede:

Sono un’insegnante con invalidità al 75%. Ho la necessità di eseguire vari accertamenti da presentare al momento del controllo oncologico. Posso usufruire del congedo per cure dal momento che sono accertamenti obbligati? Dovendo affrontare altri due o tre interventi, come posso fare in modo di arrivare il più serena possibile senza dover combattere ed elemosinare giorni che penso e spero siano dovuti? Il termine cure si riferisce solo a terapie o è un termine più ampio che comprende tutto ciò che il percorso oncologico richiede?
Vi ringrazio anticipatamente per la Vostra disponibilità

Il congedo per cure può essere fruito dal lavoratore del settore sia pubblico che privato per sottoporsi a cicli di cure, coma ad esempio cure oncologiche o fisioterapiche (sono escluse assolutamente le cure termali per le quali è previsto un apposito congedo disciplinato da altra normativa).

Il congedo non deve superare i 30 giorni annui ma può essere fruito anche in maniera frazionata a giorni. Per poterne fruire è da presentare apposita domanda al datore di lavoro che deve essere accompagnata dalla richiesta del medico nella quale risulti la necessità della cura in questione. Il fatto, poi, che le cure siano state effettivamente eseguite va, in ogni caso, documentato.

Attenzione: le cure richieste dal medico devono essere connesse all’invalidità riconosciuta al lavoratore.


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Quali cure?

Il congedo per cure non deve essere utilizzato per visite mediche o specialistiche ma solo nel caso di cicli di cure legate alla patologia invalidante.

Nel suo caso, quindi può far rientrare eventuali cicli di chemioterapie o radioterapie, ma non visite specialistiche o interventi (questi ultimi, tra l’altro, sono ricompresi nella malattia), che devono, però essere opportunamente documentati.