Congedo straordinario legge 151 per il nonno: quando è possibile?

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11/09/2018

Congedo straordinario legge 151 per il nonno: quando è possibile?

Sono un’insegnante entrata in ruolo da poco più di due anni. Ho un nonno gravemente disabile per il quale fruisco della legge 104 articolo 3 comma 3. Vorrei sapere, visto che il nonno ha subito un aggravamento delle condizioni di salute, se posso fruire dell congedo straordinario biennale poichè abita a circa 100 Km di distanza da dove io lavoro e visto che mia madre non può prendersi cura di lui, essendo lei stessa disabile.

 

Per poter richiedere il congedo straordinario retribuito biennale, che è possibile fruire anche in modo frazionato mensile, settimanale o giornaliero, bisogna rispettare un ordine di priorità che degrada solo in mancanza, decesso o patologie invalidanti di chi ci precede.

L’ordine di priorità stabilisce che il congedo spetta:

  • il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente della persona disabile in situazione di gravità;
  • il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o della parte dell’unione civile convivente;
  • uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. Si precisa, al riguardo, che la possibilità di concedere il beneficio ai figli conviventi si verifica nel caso in cui tutti i soggetti menzionati (coniuge convivente, parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori) si trovino in una delle descritte situazioni (mancanza, decesso, patologie invalidanti);
  • uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente,la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • un parente/affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente,la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.


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In conclusione

Essendo lei un parente di secondo grado può richiedere il congedo straordinario solo qualora suo nonno sia vedovo,  sua mamma, che è lei stessa invalida, sia figlia unica o non abbia fratelli o sorelle vivi o non disabili, suo nonno non abbia fratelli in vita (che non siano a loro volta disabili). Se  oltre sua madre, il parente più vicino è lei può richiedere il congedo straordinario a patto che richieda la residenza con suo nonno. Per la richiesta, infatti, è necessaria la convivenza con il disabile che, però, può essere soddisfatta anche dalla richiesta di dimora temporanea.

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