Conti corrente: tassi negativi esasperano i risparmiatori che protesteranno contro i governi

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30/08/2019

Con i tassi negativi sui conti corrente già applicati in alcuni paesi europei, si dovrà pagare le banche per depositare i soldi. Ecco le alternative. 

Conti corrente: tassi negativi esasperano i risparmiatori che protesteranno contro i governi

Tassi negativi sui conti corrente già vengono applicati in alcuni paesi europei. Di conseguenza si ha che i risparmiatori dovranno pagare le banche per depositare i loro soldi. E non esistono altre alternative. I paesi che hanno annunciato l’applicazione dei tassi negativi sui conti correnti sono Danimarca e Svizzera. Le banche fin ora, sono riuscite a sostenere il crollo degli interessi sul mercato sacrificando i loro margini, ma poiché questa situazione di accomodamento monetario, con una grassa iniezione di liquidità, non sembra volgersi al termine, si ritrovano in grosse difficoltà. Quindi, di conseguenza, alcuni istituti bancari della Danimarca hanno iniziato a stangare i conti dei clienti più abbienti, in modo da attutire il costo accusato con i tassi negativi pagati sui depositi presso gli istituti centrali.

Conti corrente a pagamento e tassi negativi sui mutui per i risparmiatori

Con i tassi azzerati sui conti correnti, il risparmio ormai non viene più remunerato, e ciò accade ormai da anni. Ormai, tenendo conto anche dell’imposizione fiscale, il solo deposito di denaro in banca avrà un suo costo. Questo fenomeno si può verificare soprattutto in Europa e in Giappone. Ma anche gli USA, dove ci sono ancora tassi d’interessi considerabili normali, nel 2017 le banconote da 100 dollari possedute dalle famiglie superavano quelle da 1 dollaro.

Risparmiatori delusi dai tassi bassi o negativi

Da ciò si può dedurre che sempre più risparmiatori preferiscono mettere i loro risparmi nel materasso, invece di depositarli in banca, dove ugualmente non verrebbero remunerati. Ma oltre alle conseguenze del tasso zero, un’altra causa che ha perdere valore ai nostri soldi è certamente l’inflazione. Se i prezzi crescono alla media annua dell’1%, in 10 anni il capitale perde oltre il 10% del suo valore reale; con l’inflazione attuale che si aggira intorno al 2%, il risparmio si riduce del 22%. Per combattere quest’ipotesi dei tassi negativi sui conti correnti, il governatore bavarese, il conservatore Markus Soeder, ha proposto una protezione legale dei conti bancari fino a 100.000 euro.


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Se non si troverà una soluzione al più presto, questo fenomeno dei tassi bassi che colpirà soprattutto i risparmi, porterà ad una dura reazione dei risparmiatori.

L’inflazione è una tassa subdola, che non viene percepita dal risparmiatore nell’immediatezza ma solo a posteriori. Infatti quando si tiene a bassi livelli essa erode sì il risparmio, ma non genera malcontento diffuso. Invece, i costi dei tassi negativi sarebbero lampanti, e susciterebbe sdegno contro le banche e, in ultima analisi, gli stessi governi.

Conti corrente: alternative valide poche

Come unica alternativa pratica ai tassi negativi in banca e ai rendimenti negativi delle obbligazioni sarebbe di conservare la liquidità in casa o depositata presso le cassette di sicurezza delle banche. Con la liquidità in casa ci si espone a rischi di furto e di perdita materiale, mentre nel secondo caso si tratta comunque di una soluzione costosa, per questo inutile.

Dobbiamo tener presente, inoltre che il conto corrente ormai serva d’appoggio ai pagamenti elettronici e l’accredito di stipendi e pensioni e che gli stati puntino palesemente a disincentivare l’uso del contante per contrastare l’economia sommersa. Inoltre non è pensabile considerare come alternativa al conto corrente l’investimento in assets a rischio.

Quindi si può dedurre che se i tassi negativi verranno applicati ai conti correnti, il malcontento sarà generale ed enorme tra coloro che creano, in fondo, ricchezza e lo mettono a disposizione di chi investe.

I governi rischiano, come sembra stia accadendo in Germania, di perdere la fiducia tra i propri cittadini. I governi potranno evitare il peggio solo sostenendo la crescita del pil e, stabilizzando i prezzi, attraverso riforme di medio-lungo termine. Insieme a stimoli fiscali importanti per abbattere i livelli di tassazione nel mondo occidentale, specie in un’economia globalizzata, dove ci si confronta con mercati con aliquote ben più basse. Ciò è molto più difficile che si realizzi in paesi dove sul taglio della spesa pubblica vige un tabù, come ad esempio Italia e Francia o in cui si ritiene che nemmeno i margini a disposizione per i conti pubblici debbano essere utilizzati, se non in extremis come in Germania, Olanda, e altri paesi europei.


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