Conto corrente, bancomat e carte di credito: come tutelarsi da truffe e clonazione

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26/02/2020

Uno dei rischi più comuni nell’uso del bancomat e carte di credito è la clonazione, un’operazione fraudolenta che prosciuga il conto della vittima. Ecco, alcuni consigli per tutelare i clienti nel caso di furto, smarrimento o sottrazione delle carte.

Conto corrente, bancomat e carte di credito: come tutelarsi da truffe e clonazione

Al conto corrente viene abbinato un bancomat, poi segue la carta di credito, tutti strumenti finalizzati al prelievo, versamento e pagamento attraverso i circuiti elettronici. Una delle poche regole che il correntista non dovrebbe mai trascurare si riferisce alla custodia del PIN relativo alle carte. Da cui scaturisce l’attribuzione dei danni dovuti all’illecita sottrazione, furto o smarrimento delle carte.

Conto corrente, Bancomat e carte di credito: cosa fare in caso di furto, smarrimento o sottrazione illecita?

Il correntista che nota la mancanza delle carte dovuta a furto o smarrimento, deve nell’immediato procedere al blocco delle carte chiamando il numero verde 800822056 attivo 24 ore su 24. Mentre, nel caso in cui si sospetta il furto delle carte, oltre al blocco è necessario sporgere una denuncia presso all’autorità locale di pubblica sicurezza (commissariati di polizia). La denuncia va esibita in banca.

Cosa accade se i malfattori hanno sottratto dei soldi dal conto corrente? Nel caso in cui il correntista (vittima) noti dei movimenti insoliti dal conto non imputabili alla sua persona, (prelevamenti sportelli ATM o pagamenti) può attraverso la denuncia avviare la procedura di contestazione delle operazioni false per bloccare, laddove è possibile le transazioni.


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I pagamenti illeciti fatti con le carte di credito vengono rimborsati? In linea generale, tutti gli addebiti contestati dal cliente come atti “illeciti” vengono restituiti. Unica postilla riguarda la verifica eseguita dalla società di credito sul titolare della carta, affinché, venga esclusa la presenza del dolo o colpa grave attribuita al correntista.

Conto corrente, Bancomat e carte di credito: quando è colpa del correntista?

Una delle prime teorie su cui ruota la “colpa grave” attribuita come responsabilità del cliente riguarda la custodia del codice PIN e, l’eventuale ritardo nell’esporre la denuncia di sottrazione o smarrimento. In sostanza, il ritardo nel blocco della carta può danneggiare la posizione del cliente, che può essere ulteriormente compromessa, nel caso di mancata accettazione dei sistemi di sicurezza operati dalla banca, come avvisi sms inerenti alle operazioni del conto corrente, l’inefficace custodia del Pin finito in mano di terzi (truffatori), e così via.  In sostanza, l’omessa attivazione delle misure di sicurezze può prodursi come colpa grave.

La banca può contestare l’omessa sorveglianza del codice PIN? Si, nel caso in cui i malfattori operano delle transazioni in modo molto repentino, oppure, se i soldi vengono prelevati in un lasso di tempo decisamente ristretto. L’istituto di credito potrebbe presumere che l’operazione illecita venga eseguita con la presenza del codice PIN, necessario all’uso delle carte. In sostanza, dalla rapidità dell’operazione nè deriva l’imputabilità del cliente.

Conto corrente, Bancomat e carte di credito: come tutelarsi dagli illeciti?

Alcuni suggerimenti da tener presente prima di usare le carte di credito o bancomat, quali:

  • custodire il codice PIN lontano dalle carte di credito o bancomat;
  • digitando il PIN avendo cura di nascondere lo stesso nel momento della composizione sulla tastiera numerica eseguita allo sportello bancomat;
  • evitare di trasmettere il codice PIN attraverso sms o messaggi WhatsApp;
  • in presenza di operazioni su internet, assicurarsi che sia attiva la protezione dei dati Socket Secure Lock (SSL), prima di procedere all’inserimento dei dati della carta di credito. Proteggersi attivando l’autenticazione a due fattori e, non cestinare l’email di conferma dell’avvenuto pagamento dell’acquisto.


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