Conto Corrente controllato dal Fisco, per il Reddito di Cittadinanza non serve autorizzazione

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05/08/2019

Conto corrente sotto la lente di ingrandimento del Fisco. Ecco le conseguenze di chi percepisce il Reddito di cittadinanza

Conto Corrente controllato dal Fisco, per il Reddito di Cittadinanza non serve autorizzazione

Reddito di cittadinanza: partono i controlli sul conto corrente dei beneficiari. Ma sono previsti preavvisi o autorizzazioni?
La scoperta che dei beneficiari del reddito di cittadinanza lavoravano in nero ha messo in allerta chi percepisce il sussidio al riguardo dei controlli che indirettamente si accettano quando si fa domanda per ricevere la prestazione. Il conto corrente di chi percepisce il reddito di cittadinanza può essere messo sotto la lente di ingrandimento da parte del Fisco, senza alcun preavviso.

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Reddito di Cittadinanza:  conto corrente sotto controllo senza preavviso

Molti cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza, alla luce di quest’indagine svolta che ha rilevato molti casi di lavoratori in nero, si chiedono se: è consentito che l’Agenzia dell’Entrate possa fare le dovute verifiche sul conto corrente senza preavviso o autorizzazione.

Il dubbio è se le Entrate possano o meno accedere ai conti correnti.

Facciamo presente che i requisiti per l’erogazione del reddito di cittadinanza devono persistere per tutto il periodo dell’erogazione. Inoltre, c’è l’obbligo di comunicare all’Inps qualsiasi tipo di variazione del reddito, o variazione della posizione lavorativa o del nucleo familiare che possa incidere sul diritto del sussidio.


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Il controllo può essere effettuato non solo sul conto corrente, ma anche su conti deposito, carta di credito, cassette di sicurezza, libretti postali etc.

Questi controlli non necessitano dell’autorizzazione del soggetto controllato e non prevedono preavviso, quindi possono essere effettuati in qualsiasi momento. Invece c’è il bisogno che il comando generale dia la sua autorizzazione, al riguardo delle ispezioni della Guardia di Finanza, e l’autorizzazione del direttore generale per le verifiche dell’Agenzia delle Entrate.

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