Conto corrente: la tassa occulta di 10 miliardi che gli italiani ignorano

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29/08/2019

Conto corrente: incide una tassa occulta sui conti che gli italiani ignorano completamente, per un valore di 10 miliardi di euro. Ecco di cosa si tratta

Conto corrente: la tassa occulta di 10 miliardi che gli italiani ignorano

La liquidità in Italia cresce sempre più. Stando agli ultimi dati rilevati da Bankitalia si è evidenziato a fine 2018 una riserva di liquidità che ammonta a circa 1.400 miliardi di euro, depositati in conto corrente e deposito. La liquidità sui conti correnti è iniziata a crescere dal 2008, anno di inizio della crisi economica ed è aumentata di circa 300 miliardi. Il fenomeno non va ad arrestarsi, anche in questi ultimi anni. Infatti sui conti bancari e postali solo nel 2018 il flusso di incremento è stato di ben 20 miliardi dopo i 25 miliardi circa dell’anno precedente.

Conto corrente: Rendimenti a zero e la tassa occulta

Ciò che ha caratterizzati nell’ultimo decennio è stato l’intervento delle banche centrali con i tassi ridotti a zero. Come conseguenza si sono avuti rendimenti nulli anche sui conti correnti. Ancora oggi il tasso nell’area euro è a zero e per ottenere qualche decimale in più bisogna vincolare i propri risparmi su conti deposito. Poiché non ci sono alternative diverse remunerative e a rischio zero spinge i risparmiatori a mantenere i soldi sul conto anche se vi è un costo, come ha evidenziato un’indagine di Banca D’Italia che ha evidenziato che mediamente un conto corrente tradizionale costa annualmente 79 euro mentre quello online 15 euro.

Per i risparmiatori, inoltre ci sono rischi palesi, per chi ha più di 100mila euro alla tassazione patrimoniale, e rischi occulti come l’inflazione. Infatti, in assenza di rendimenti la sola inflazione ha bruciato almeno 10 miliardi.


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Poca tendenza ad investire

Per la scarsa educazione finanziaria le persone sono legate alla liquidità e percepiscono come un rischio le asset class di investimento.  Infatti c’è la tendenza a lasciare la liquidità sui conti correnti, perché il risparmiatore non conosce altre alternative più remunerabili, oltre ai buoni fruttiferi e i conti deposito. Anche se oggi anche questi tipi di investimenti rendono armai nella. Per questo si lasciano i risparmi sul conto corrente ma senza rendersi conto dei costi occulti, che possono essere l’inflazione e i mancati guadagni con altre strategie.

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