Conto corrente: l’ex coniuge può accedere ai conti anche se non cointestati

-
08/01/2020

L’ex coniuge può visionare e chiedere copia dell’estratto di conto corrente dell’altro coniuge, a ribaltare le precedenti interpretazioni il Consiglio di Stato.

Conto corrente: l’ex coniuge può accedere ai conti anche se non cointestati

L’Ex coniuge in via di separazione e divorzio può accedere al conto corrente dell’altro coniuge senza limitazioni o autorizzazione del giudice del processo civile. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con due sentenze n. 5344 e 5347, emesse nel 2019. I giudici hanno stabilito il pieno diritto del coniuge a visionare i conti bancari dell’ex coniuge, facendolo rientrare di diritto a tutela delle parti deboli nel processo della famiglia. Il Consiglio di Stato con queste due sentenze archivia in via definitiva le precedenti interpretazioni restrittive che ostacolavano la presa visione degli atti amministrativi conservati nella banca dati del Fisco.

Conto corrente e presa visione ex coniuge: la situazione precedente

I giudici hanno modificando sostanzialmente la procedura, infatti prima per l’accesso alla visione del conto corrente dell’ex coniuge, doveva intervenire l’autorizzazione del giudice del processo di divorzio o separazione; il quale svolgeva un’azione di riservo privacy per i dati fiscali, patrimoniali e reddituali considerando la tutela degli interessi delle parti, riconoscendo alla parte più debole nel matrimonio, l’assegno di divorzio o separazione.

Il Consiglio di Stato con le sentenze sopra menzionate, ha riformato il diritto all’accesso da parte dell’ex coniuge di prendere visione e chiedere una copia della documentazione bancaria (estratti conto corrente, libretti, ecc.) con modalità telematica, ove possibile, senza autorizzazione o limitazioni.


Leggi anche: Pensioni e quota 100: con cristallizzazione anche dal 2022

Diritto di accesso agli atti amministrativi 

I soggetti che per diritto possono accedere agli atti amministrativi ai sensi dell’art. 23 della legge 241/90 sono tutti i soggetti privati; sono compresi coloro che abbiano un interesse attuale e concreto, che si trovano nella situazione giuridica di tutela e in collegamento con la documentazione per cui si esercita il diritto di accesso.

Il diritto di accesso viene riconosciuto su qualsiasi documento amministrativo elettronico, cartaceo o con altri formati, utilizzati per l’attività amministrativa.

È possibile esercitare il diritto di accesso  nei confronti delle:

  • Aziende autonome e speciali;
  • Enti locali;
  • Pubbliche amministrazioni;
  • Gestori pubblici servizi.

In riferimento alle autorità di vigilanza e garanzia, il diritto di accesso si può esercitare nell’ambito dei vari ordinamenti.

Ti potrebbe interessare anche: Divorzio: è possibile visionare il conto corrente dell’ex marito