Conto corrente o Titoli di Stato? Cosa scegliere per non perdere i soldi?

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17/04/2020

Perché si investono i soldi? Cosa rischiano i risparmi sul conto corrente o Titoli di Stato? Cosa farà il nostro Paese al Consiglio Europeo?

Conto corrente o Titoli di Stato? Cosa scegliere per non perdere i soldi?

Le prossime settimane potrebbero far tremare il conto corrente o Titoli di Stato? Il Governo si prepara al wrestling decisivo sul Mes. Il redde rationem è alle porte. Sappiamo che entro il 23 aprile il nostro Bel Paese in sede di Consiglio Europeo prenderà una posizione definitiva. Non sulla questione economica, ma sugli aiuti che l’Eurogruppo vuole erogare a fronte della crisi sanitaria. Infondo, in molti c’è la convinzione che, il presidente del Consiglio si trovi in una posizione di squilibrio e, in tanti si chiedono quali potrebbe essere le conseguenze sui risparmi. Parliamo di soldi investiti in titoli di Stato o sul conto corrente. Di certo le notizie che giungono dai mercati finanziari non sono molto confortevoli. Dobbiamo dire che, nonostante i dubbi il sistema bancario italiano è abbastanza solido rispetto, ad esempio alla crisi del 2007.

Perché si investe il denaro?

Le persone si muovono in funzione di un corretto equilibrio, investono per appagare il bisogno di creare una sicurezza finanziaria e garantirsi una sicurezza futura. La parola predominante è “sicurezza”. Al fine di prevenire situazioni difficili come quella che attualmente stiamo vivendo.

Sappiamo per certo che, i soldi liquidi lasciati in pronto cash sul conto corrente non solo non fruttano, ma mette il portafoglio personale fortemente a rischio. Esposti alla riduzione delle spese del conto, come l’imposta di bollo o dall’inflazione. Parliamo di una tassa, disposta dalla normativa, che cade sia sul conto corrente delle persone fisiche, ossia i clienti che delle persone giuridiche.

In sostanza, si tratta, di una di quelle 15 voci che versiamo regolarmente e inconsapevolmente, ossia patrimoniali che paghiamo sul conto corrente ma che sono (forse) per lo più sconosciute. Una cosa è certa l’imposta di bolla va pagata su tutti i conti correnti bancari, postali, libretti di risparmio, e così via. In linea generale, il costo si aggira intorno ai 34,20 euro destinato alle persone fisiche, mentre per le aziende o partita Iva l’importo corrisponde a 100 euro.


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Conti correnti o deposito: quali rischi si corrono

Nel caso in cui i risparmi sono vincolati in un conto corrente o un deposito, quindi hanno una data di scadenza stabilita che, in contropartita concede un minimo di interesse. Il rischio è minimo, più legato alla solvibilità della Banca, ma anche in presenza di un fallimento i soldi del deposito risulterebbero assicurati dal Fondo interbancario non oltre 100mila euro.

Cosa cambia tra i Titoli obbligazionari e Titoli di Stato?

Nel caso in cui nel “paniere” vi sono dei Titoli di Stato, bisogna considerare che sono strumenti legati all’oscillazione dei mercati. In sostanza, vanno valutati in base alla solidità dell’emittente, in questo caso dello Stato Italiano. Se i titoli obbligazionari acquistati sono di altre società, come ad esempio Eni, Enel e così via. Per non essere rimborsati le società dovrebbero fallire.