Conto corrente: versamenti e bonifici sotto controllo, ecco come il Fisco ci spia

-
07/01/2020

Nulla sfugge all’occhio vigile dell’Agenzia delle Entrate conoscenze tutto dei contribuenti. Ecco in che modo il Fisco avvia gli accertamenti su: prelievi, versamenti e bonifici. Come possiamo evitare l’ispezione?

Conto corrente: versamenti e bonifici sotto controllo, ecco come il Fisco ci spia

Il Fisco ha rafforzato la rete sui controlli ai conti correnti bancari e postali. L’Agenzia delle Entrate conosce ogni singolo movimento di denaro, come: prelievi, versamenti e bonifici. Esaminare i contribuenti non è mai stato così semplice, infatti, l’Amministrazione Finanziaria con un click ispeziona i conti correnti dei clienti, vigilando sulla quantità di denaro accreditata sul proprio conto (titoli, cassette di sicurezza ecc.), nonché, l’eventuale deposito presso altri istituti di credito. Così, l’Amministrazione Finanziaria intercetta le “attività” sospette. Ora, non tutto fa scattare la luce rossa che porta all’accertamento del Fisco, vediamo come superare il checkup dell’Agenzia delle Entrate.

Come scattano i controlli dell’Agenzia delle Entrate sul conto corrente?

Sappiamo che sistematicamente gli istituti di credito inviano all’Amministrazione Finanziaria tutti i dati bancari dei clienti, tali informazioni, affluiscono nell’Anagrafe dei conti correnti. Ecco perché non sfugge più nulla al Fisco, in quanto, nel max archivio convolano tutti i movimenti bancari dei clienti.

Vista la mola delle informazioni contenute nell’archivio, è difficile stabilire esattamente cosa faccia scattare la verifica. Tuttavia, si ipotizza che i controlli dei conti correnti vengono attivati in presenza dell’accertamento, ossia, il Fisco opera nel momento in cui registra delle anomalie, relative all’afflusso di denaro. È ovvio che l’Agenzia delle Entrate non controlla minuziosamente i versamenti, oppure i bonifici dei contribuenti, né tanto meno gli eventuali prelievi.


Leggi anche: Bonus Natale 2020, in arrivo un cashback da 150 euro: cos’è, come funziona e come ottenerlo

È bene sapere che la verifica sui prelievi potrebbe scattare solo su importi di denaro abbastanza cospicui, ossia, parliamo di grosse cifre. In questo caso, potrebbero scattare delle verifiche dell’istituto di credito che chieda le informazioni al cliente sul motivo o sulla destinazione del denaro.

A questo punto la banca non invia all’Amministrazione Finanziaria la “motivazione” fornita dal cliente, tuttavia, la trasmette alla direzione centrale della banca. La quale, deciderà se far scattare l’accertamento inoltrando il plico contente i dati del cliente all’Unità d’Informazione Finanziaria (UIF). Un passaggio che scatta, solo nel caso in cui la direzione centrale ritiene di trovarsi dinanzi un possibile illecito, oppure, in presenza di un reato finanziario.

Bonifici effettuati e ricevuti, visionati dal Fisco

L’Agenzia delle Entrate visiona i bonifici in entrata e uscita, il che significa che attraverso l’Anagrafe dei conti correnti avvia la verifica sul conto corrente che riceve il bonifico per accertarsi che il cliente lo abbia regolarmente certificato in sede di dichiarazione dei redditi, oppure, che sussista la prova certa che il bonifico ricevuto sia esentasse. Stesso discorso per i versamenti che non rispecchiano in pieno la dichiarazione dei redditi. Il Fisco potrebbe avviare accertamenti chiedendo la provenienza e la destinazione del denaro.