Conto Corrente: versare un assegno bancario su un conto non mio, è lecito? Ecco cosa prevede la legge

-
16/08/2019

Conto corrente: un assegno bancario può essere incassato tramite un conto corrente di terze persone per evitare accertamenti fiscali? Ecco cosa fare

Conto Corrente: versare un assegno bancario su un conto non mio, è lecito? Ecco cosa prevede la legge

Incassare un assegno bancario, senza farlo transitare sul proprio conto corrente ma su uno di un’altra persona è rischioso. Infatti, se si è ricevuto assegno da una persona che doveva pagarti dei un debito, ma l’assegno ha un importo troppo alto e hai il timore che versandolo sul tuo conto possa destare sospetti da parte della Guardia di Finanza o dell’Agenzia dell’Entrata. Quindi vuoi di far transitare il denaro sul conto corrente di un familiare senza reddito, pensando che è sconosciuto al fisco. Vediamo cosa bisogna fare.

Assegno bancario: che cos’è e come funziona

L’assegno bancario è nato come un titolo di credito al portatore, ma con l’andar del tempo si è trasformato in un titolo nominativo, cioè non può essere trasferito a terzi, come invece si poteva fare in precedenza con la cosiddetta “girata”. Quindi, ora l’assegno può essere incassato solo dal creditore, il cui nome e cognome sono indicati sul titolo. L’assegno non può essere ceduto come moneta circolante, infatti su tutti gli assegni c’è la dicitura “non trasferibile”.

Il cassiere allo sportello bancario, deve verificare che la firma apposta sul titolo è uguale a quella del titolare del carnet degli assegni. La firma viene depositata in banca al momento del rilascio del blocchetto. La verifica viene effettuata senza ausilio di strumenti elettronici, quindi a occhio nudo. Nel caso in cui ci fosse un evidente difformità, tra le due firme, sarebbe responsabile la banca per il pagamento di un assegno con firma falsa.


Leggi anche: Assegno invalidità (legge 222 del 12 giugno 1984)

Il creditore, allo sportello bancario, può chiedere sia che i soldi gli siano accreditati in conto corrente sia in contanti. In questo caso l’esigibilità in contanti non è vincolato in base a nessun limite di importo, infatti può far richiesta di contanti anche se l’importo dell’assegno superi i 50.000 euro. Questo, perché essendo che l’operazione avviene tramite sportello bancario, resta sempre la tracciabilità, quindi non si violano gli obblighi di legge sul riciclaggio del denaro.

Conto corrente: come incassare un assegno bancario

Per poter incassare un assegno, basti recarsi presso l’istituto bancario in cui si è titolare di un conto corrente e presentare l’assegno allo sportello o presso la banca in cui è titolare il conto corrente di chi ha emesso l’assegno. Oltre all’assegno bisogna presentare allo sportello anche il proprio documento di identità.  Un consiglio è quello di farsi una copia dell’assegno in modo da tenere traccia dell’operazione anche dopo anni.

L’assegno ha dei limiti di termini, secondo la legge, per essere incassato. Nel caso in cui non si rispettano i termini di legge per l’incasso si rischia che il debitore possa revocare alla propria banca l’ordine di pagamento dell’assegno. In questo caso il creditore si ritroverà in mano solo una promessa di pagamento, con cui al massimo potrebbe far richiesta di un decreto ingiuntivo in tribunale.

I termini in cui il creditore deve far richiesta dell’incasso dell’assegno, prima che il debitore abbia la possibilità di revocare l’ordine di pagamento alla propria banca dipende dalla piazza in cui è stata emesso l’assegno. I termini sono i seguenti:

  • 8 giorni per l’assegno emesso “su piazza”, cioè il luogo in cui viene emesso l’assegno è lo stesso in cui viene incassato;
  • 15 giorni per l’assegno emesso “fuori piazza”, cioè il Comune in cui viene emesso è diverso da quello in cui viene incassato.


Potrebbe interessarti: Whatsapp dal 2021 smetterà di funzionare su questi cellulari

Il termine di 8 o 15 giorni si calcola partendo del giorno in cui viene emesso l’assegno, che è indicato sullo stesso titolo e non dal giorno in cui si riceve l’assegno.

Assegno bancario: si può versare su un conto corrente di altri?

L’assegno non trasferibile può essere incassato solo dal creditore, quindi va versato solo esclusivamente sul conto corrente del beneficiario dell’assegno medesimo. L’assegno bancario non trasferibile non può essere versato, in nessun caso, sul conto corrente di un’altra persona.

Gli assegni, per legge, ormai hanno tutti la dicitura “NON TRASFERIBILE”. Solo gli assegni con un importo inferiore ai 1.000 euro possono essere emessi senza clausola. Ma ormai i carnet vengono tutti rilasciati con tale dicitura e per ottenere un carnet senza tale limite bisogna fare apposita richiesta allo sportello bancario impegnandosi a non trasferire più di mille euro per titolo.

Nel caso in cui si vuole versare l’assegno bancario sul conto corrente di una terza persona, bisogna prima incassare l’assegno facendolo transitare sul proprio conto e poi far richiesta di storno dell’importo sul conto corrente del terzo soggetto. Di tale operazione triangolare ne resta, quindi, sempre la traccia e non è possibile oscurarla.

Tale operazione può recare problema al terzo titolare del conto a favore, nei confronti dell’Agenzia dell’Entrate che può chiedere in un arco di 5 anni a che titolo è avvenuta tale operazione. Nel caso di assenza di giustificazioni valide e scritte, l’Agenzia può ritenere tale operazione di movimento in nero e quindi far scattare l’accertamento e il recupero a tassazione delle somme e l’applicazione delle sanzioni.

Conto Corrente: conviene avere uno o più conti? Ecco i vantaggi e gli svantaggi