Contributi doppi versati all’INPS: sono validi per diritto e misura?

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08/08/2019

Contributi doppi da doppia occupazione: come sono utilizzati dall’INPS? Rispondiamo al dubbio di un nostro lettore.

Contributi doppi versati all’INPS: sono validi per diritto e misura?

Una norma stabilisce che chi svolge  un secondo lavoro oltre quello a tempo pieno, debba versare in ogni caso i contributi obbligatori. Questa contribuzione è valida ai fini pensionistici per diritto e misura? E’ possibile chiedere la restituzione dei contributi versati in più rispetto a quelli del lavoro a tempo pieno?

Un nostro lettore ci scrive:

Buongiorno 

Mentre ero occupato in una azienda per 40 ore settimanali, prestavo lavoro come operatore cinematografico per 20 ore settimanali. Parlo dal ’79 in poi’ per un totale di 7 anni fino al ’90.
L’inps ha voluto dal mio secondo datore di lavoro il pagamento dei relativi contributi.
Quando sono andato all’ inps per avere una relazione sui contributi versati, mi è stato dello che la contribuzione doppia non va nel conteggio.
Quindi secondo loro, hanno preteso il pagamento dei relativi contributi, ma non ne posso beneficiare.
La mia domanda è “posso richiedere la restituzione di quanto pagato a suo tempo, visto che comunque non andrebbero nel conteggio ai fini pensionistici? ” Faccio presente che ho una invalidità dell’80% e 62 di età. Inizio pagamento dei relativi contributi 1972.
Grazie per la cortese attenzione.
 

Contributi coincidenti: a cosa servono?

Per chi svolge un lavoro a tempo pieno più un doppio lavoro il versamento dei contributi, che tra l’altro risulteranno coincidenti, è obbligatorio in entrambe le occupazioni. I contributi derivanti da secondo lavoro, che nel caso del nostro lettore era per 20 ore settimanali, si sommano in ogni caso a quelli del primo, ma non possono essere utilizzati per il diritto alla pensione.

In concreto questo significa che gli anni di contributi in più derivanti dal lavoro part time non possono essere calcolati per il diritto alla pensione e, quindi, non riducono i tempi di pensionamento. Nel caso del nostro lettore, quindi, i 7 anni lavorati in entrambe le aziende valgono al fine del raggiungimento del requisito contributivo solo 7 anni.
A cosa servono, quindi, i contributi doppi? Questi contributi che non vengono conteggiati per il diritto alla pensione, in ogni caso, rientreranno nella misura della pensione e, quindi, andranno ad aumentare l’assegno pensionistico che si percepirà, poichè quest’ultimo sarà calcolato su tutti i contributi realmente versati. 
Per rispondere alla domanda del nostro lettore, infine, non potrà beneficiare di questi contributi per raggiungere prima il pensionamento ma ne beneficerà quando sarà calcolato il suo assegno pensionistico.


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