Contributi figurativi o volontari part-time: come si calcolano

I lavoratori nel caso in cui interrompono un rapporto di lavoro part-time hanno la possibilità del versamento dei contributi, pervpoter accedere alla pensione anticipata.

I lavoratori nel caso in cui interrompono un rapporto di lavoro part-time hanno la possibilità di proseguire in modo volontario il versamento dei contributi in modo da poter accedere alla pensione anticipata. Il costo del versamento volontario dei contributi dipende da due fattori: uno è l’importo retributivo percepito prima della fine del rapporto di lavoro, il secondo è il periodo in cui questo importo è da considerare. Molti pensano che basti considerare le ultime 52 settimane, ma in realtà non è così.

Contributi figurativi o volontari part-time: il calcolo

L’Inps nella sua guida informativa mette ben in evidenza quale sia il requisito per poter procedere con la prosecuzione volontaria. Il lavoratore deve aver versato un 1 anno di contributi effettivi nei 5 anni precedenti prima della presentazione della domanda. Per calcolare i l requisito contributivo bisogna basarsi sulle settimane utili ai fini del diritto alla pensione nel rispetto del minimale retributivo di accredito, come è stabilito dall’articolo 7 della Legge n. 638/83. Successivamente bisognerà determinare l’importo del contributo volontario.

L’importo del contributo volontario è calcolato sul valore medio settimanale della retribuzione imponibile che il lavoratore ha percepito durante l’anno interessato. L’Inps nella circolare n. 29/2006 spiega come si calcola il valore medio settimanale, bisogna dividere l’importo complessivo delle retribuzioni dell’anno preso in considerazione per le settimane utili ai fini pensionistici. Il risultato èl’importo medio teorico della retribuzione di una settimana lavorata interamente, da tale dato si calcola l’importo settimanale contributi volontari da versare, sia quelli figurativi, sia quelli in regime di part-time.

Contributi figurativi o volontari part-time: come si contano le settimane

Nel caso in cui un lavoratore abbia effettuato un lavoro part-time e vuole regolare la propria posizione assicurativa tramite versamenti volontari, l’Inps ha stabilito che bisogna avere almeno 1 anno di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda. Un anno sono 52 settimane, nel caso di un part-time ci si chiede: poiché si riduce il tempo di contribuzione richiesto si ridice anche l’importo relativo? Purtroppo la risposta è no. Poiché bisogna prendere in considerazione per la ricostruzione della retribuzione pensionabile, “le settimane utili ai fini della misura della pensione e non ai fini del diritto riportate nell’estratto conto contributivo”.

In un rapporto di lavoro part-time i due valori non sono equivalenti e per determinare la retribuzione pensionabile bisogna prendere in considerazione un periodo di tempo più lungo rispetto alle 52 settimane di contribuzione, quindi considerare i 2 anni precedenti. Prendendo quindi un periodo più lungo l’importo da pagare sarà più elevato, come se il lavoratore avesse lavorato a tempo pieno.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.