Contributi in 3 gestioni: come riunirli per avere un’unica pensione?

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30/01/2020

Come si fa a riunire i contributi presenti in diverse casse previdenziali? Vediamo i modi e cosa cambia.

Contributi in 3 gestioni: come riunirli per avere un’unica pensione?

Negli ultimi decenni il lavoro in Italia è cambiato e mentre prima si iniziava a lavorare a 20/22 anni per continuare con la stessa azienda, nella maggior parte dei casi, fino ad arrivare alla pensione, oggi la cosa più diffusa è che si cambi lavoro decine di volte prima di poter finalmente accedere alla quiescenza. Questo porta ad avere, a volte, i contributi sparsi in diverse gestioni previdenziali anche a causa del proliferare di contratti di collaborazione che richiedono, nella maggior parte dei casi, l’iscrizione alla Gestione Separata. Cosa fare quando ci si avvicina alla pensione? Come riunire i contributi?

Riunire i contributi in un’unica gestione

Una nostra lettrice ci chiede:

Salve!
Ho 58 anni e 39 anni e 3 mesi di contribuzione divisa in 3 gestioni: la più consistente, 1073 settimane, (poco più di 20 anni a partire dall 1/1/1981) nella gestione ordinaria Inps, 11 mesi nella gestione inpdap (per alcune supplenze scolastiche in parte svolte in d sovrapposizione con un contratto cococo) 16 anni nella gestione separata inps.

Dal  1 settembre 2018 sono stata Assunta dal MIUR a tempo indeterminato ATA part time 18 ore. 
Dal 1 settembre 2019 effettuato passaggio full time 36 ore

Dovrò chiedere ricostruzione di carriera e non so se e come sia possibile riunire questi contributi.
Vi sarei grata se mi aiutaste ad orientarmi in questa giungla.
Cordiali saluti

Le strade per riunire i contributi presenti in diverse gestioni previdenziali in una sola per poter avere, quindi, una pensione calcolata sul totale dei contributi versati, sono 3: la totalizzazione, la ricongiunzione e il cumulo gratuito.


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Con la ricongiunzione (che specifichiamo essere onerosa) i contributi sparse nelle diverse casse previdenziali vengono spostati in un’unica cassa previdenziale e sono considerati come se fossero, da sempre, stati versati in quella.

Con la totalizzazione dei contributi , pur restando i contributi nelle casse previdenziali in cui sono stati versati, gli stessi vengono sommati per il diritto alla pensione che si raggiunge con 66 anni e 10 anni di contributi per quella di vecchiaia (finestra di attesa di 18 mesi per la decorrenza della pensione dal raggiungimento dei requisiti) e con 41 anni di contributi quella di anzianità (ma è applicata una finestra di attesa di 21 mesi dal raggiungimento del requisito contributivo per la decorrenza della pensione). La pensione viene liquidata pro quota da ogni gestione in cui sono presenti i contributi ma con metodo interamente contributivo.

Il cumulo dei contributi, gratuito, che vale per tutte le gestioni previdenziali tranne che per le casse dei professionisti, come la totalizzazione prevede che i contributi vengano uniti solo per il diritto della pensione, mentre per il calcolo restano nelle casse in cui sono stati versati. La pensione, liquidata dall’INPS, viene però calcolata, pro quota, secondo le regole di ogni gestione per i contributi lì presenti.