Controlli fiscali retroattivi: no alle nuove norme

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22/04/2020

Il Fisco può avviare controlli fiscali retroattivi sulle dichiarazioni dei redditi. Cosa succede se viene introdotta una nuova norma fiscale?

Controlli fiscali retroattivi: no alle nuove norme

Controlli fiscali retroattivi, sembra il titolo del film “Ritorno al Futuro”, in questo caso la “DeLorean” è capitanata dal fisco. Eh, si! L’Agenzia delle Entrate può eseguire controlli andando a ritroso nel tempo, pizzicando chi ha omesso o ha presentato la dichiarazione irregolare. Ciò significa che se è sfuggita la registrazione di qualche ricevuta, pagamento, oppure, nel caso la dichiarazione dei redditi non sia fedele agli incassi, anche se trascorso più di un anno potrebbe essere oggetto di controllo. In pratica, il Fisco può eseguire dei controlli retroattivi a distanza di più di un anno.

Controlli fiscali retroattivi: gli accertamenti del Fisco

L’Agenzia delle Entrate può eseguire accertamenti fiscali anche a distanza di più anni. Tanti contribuenti hanno posto la medesima domanda, ossia quanti anni indietro può andare il Fisco per visionare i conti? Se partiamo dalla presentazione della dichiarazione dei redditi che cade nell’anno consecutivo a cui si riferite l’anno d’imposta. I controlli operati dall’Agenzia delle Entrate potrebbero giungere dopo svariati anni. Né consegue, che i controlli fiscali hanno una valenza retroattiva.

L’immissione di  nuove norme fiscali che si interpongono nel corso degli anni non hanno una validità retroattiva. Ciò vuol dire che nel caso cui venga introdotta una nuova norma fiscale non avrà valenza sulla dichiarazione dei redditi presentata almeno 2 anni prima, ma considerata inadempiente. In questo caso, l’Agenzia delle Entrate può procedere all’applicazione della normativa vigente all’epoca della registrazione della dichiarazione. Esclusi i casi eccezionali e previsti dalla normativa.


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Quando si considera prescritto un accertamento fiscale?

L’Agenzia delle Entrate può operare accertamenti fiscali retroattivi. Nello specifico, le verifiche fiscali, nonché gli avvisi di accertamento fiscali, vanno notificati pena la decadenza dell’atto entro date ben precise, quali:

  • la notifica dell’atto dovrà essere eseguita entro il 5° anno seguente a cui si riferisce la registrazione della dichiarazione dei redditi;
  • la notifica dell’atto entro il 31 dicembre del 7° anno seguente in caso di dichiarazione dei redditi omessa o nulla.

Cosa controllare quando arriva una notifica da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Il primo atto che deve compiere il contribuente con l’arrivo di un atto di notifica di accertamento consiste nella verifica della data di notifica, per sincerarsi della validità della notifica.

Nel caso in cui, ad esempio, al contribuente il Fisco notifica un accertamento dei redditi anno 2014, per irregolarità. In questo caso se la notifica dell’atto avviene entro la data del 31 dicembre 2019, la notifica è regolare, ossia valida a tutti gli effetti di legge. Mentre, se l’atto in questione viene notificato nell’anno 2020, la notifica non è valida, in quanto, l’atto si considera prescritto.