Coronavirus: chi paga guanti e mascherine sul posto di lavoro?

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09/03/2020

Guanti, mascherine e disinfettanti la nuova realtà dei lavoratori per evitare un possibile contagio da Codiv-19. Quali sono gli obblighi del datore di lavoro? Chi paga le spese extra per tutelare la salute?

Coronavirus: chi paga guanti e mascherine sul posto di lavoro?

L’allarme coronavirus desta ancora molta preoccupazione, vige un’unica parola d’ordine: prevenzione per arginare il contagio. La corsa frenetica alle mascherine, guanti e disinfettanti è stata massiccia, tanto che, attualmente questa linea di prodotti è molto difficile da reperire in parecchie zone italiane. Tuttavia, tante sono le incognite sull’uso della mascherina per evitare il contagio, ma nello stesso tempo, le direttive nazionali portano all’utilizzo massiccio di prodotti disinfettanti per le mani. Battendo il chiodo sull’igiene personale rispettando le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità lavando le mani più volte al giorno.

Regole precise per ogni cittadino da seguire e rispettare, specie sul posto di lavoro. Una delle domande più frequenti ruota su quanto sia importante indossare la mascherina sul posto di lavoro e, quali sono gli obblighi aziendali nei confronti dei lavoratori.

Cosa deve fare l’azienda per salvaguardare la salute dei lavoratori contro il Codiv-19?

Ai sensi dell’articolo 2087 del codice civile, il datore di lavoro deve muoversi per tutelare e garantire la salute del lavoratore e, ha l’obbligo di comunicare ai dipendenti tutti i possibili rischi legati all’attività lavorativa.

La Cassazione è intervenuta in merito all’epidemia da Covid-19, con la sentenza n. 18323/2019 chiarendo che vista la presenza dell’alto rischio biologico, rientra negli obblighi del datore di lavoro l‘adozione di tutti i provvedimenti ritenuti necessari per tutelare la salute dei lavoratori, anche attraverso l’uso diretto alle protezioni individuali.


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Coronavirus: le misure contro il rischio biologico

Ai sensi degli articoli 266 e 267 del Decreto Legislativo n. 81/2008, il datore di lavoro è obbligato a tutelare la salute dei lavoratori arginando al massimo ogni probabile esposizione agli agenti biologici, intesa in termini di microorganismi portatori di virus.

Il Ministero della Salute attraverso la circolare n. 3190/2020, è intervenuto con delle direttive specifiche, a cui i datori di lavoro devono rapportarsi,  per contrastare l’alto rischio da Coronavirus.

In virtù delle Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, il datore di lavoro, laddove è possibile deve attuare lo smart working, conosciuto come lavoro a distanza.

Inoltre, deve attuate tutte le misure di protezione come: divisione dei punti di maggior affluenza, sanificare gli ambienti lavorativi, intervenire nei luoghi aziendali sovraffollati (sala mensa ecc.).

Nei casi in cui la situazione risulti ad alto rischio di esposizione al virus Codiv-19, il datore di lavoro ha l’obbligo d’intervenire con dei dispositivi di protezione individuale, ossia deve salvaguardare la salute di ogni singolo lavoratore, per arginare il rischio da Coronavirus attraverso l’adozione di  Dpi, mascherine con norma tecnica UNI EN 149.2001, oppure, protezione FF2 o FF3 e guanti.