Coronavirus: il datore di lavoro può licenziare il lavoratore?

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11/03/2020

Il datore di lavoro può avviare un piano di licenziamento dei dipendenti, perché l’azienda si trova in regime di sospensione dell’attività per l’effetto del Coronavirus?

Coronavirus: il datore di lavoro può licenziare il lavoratore?

Gli effetti da Coronavirus sono palpabili in tanti settori. Tante aziende si trovano in regime di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, con la conseguenza che i lavorati restano a casa con una retribuzione incerta e, la paura di un imminente licenziamento. Le imprese stanno attraversando un momento molto delicato, sia per l’esito delle ordinanze restrittive (DPCM 08/03/2020), che per il notevole calo di commesse. Con la conseguenza che il fatturato delle ultime settimane, potrebbe essere decisivo per la durata dell’azienda.

Seppur vero che il Governo è intervenuto dichiarando che intende estendere la cassaintegrazione a favore di tutte le aziende. E, molto probabilmente interverrà con delle misure a suffragio delle imprese e dei lavoratori. Tuttavia, tali provvedimenti al momento non sono supportati da un decreto.

È anche vero che il lavoratore viene messo nella condizione di poter lavorare da casa. Ma, nello stesso tempo, resta da considerare che non tutti i lavori possono essere svolti a distanza. Per le altre categorie i datori di lavoro devono garantire ai lavoratori, l’assenza dal lavoro supportata da  permessi, congedi e ferie.

Coronavirus: quando il datore di lavoro può licenziare il lavoratore

Il datore di lavoro che si trova nella condizione di dover sospendere l’attività lavorativa aziendale per cause classificate di “forza maggiore”, come il provvedimento che impone la riduzione o la sospensione dell’attività potrebbe, in una fase temporale successiva, con profitti incerti o inesistenti potrebbe avviare un piano di licenziamento per i lavoratori. Poiché, la responsabilità del licenziamento non è imputabile al datore di lavoro, ma è stato messo nelle condizioni di essere impossibilitato a esercitare l’attività aziendale.


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Nel caso in cui la sospensione dell’attività sia temporanea il datore di lavoro non potrebbe licenziare il lavoratore, ma il lavoratore non ha diritto alla retribuzione.

Tuttavia, nella fattispecie attuale il decreto legge n. 9/2020, prevede per i lavoratori l’accesso agli ammortizzatori sociali, ma non subito possibili. Ecco perché, si consiglia l’uso dello smart working  per svolgere il lavoro da casa, dove non è possibile si suggerisce il godimento di ferie, permessi e congedi.

Se la sospensione dell’attività lavorativa perdura e le ferie finiscono, cosa succede? Il datore di lavoro può optare per il licenziamento per causa di forza maggiore? In questo caso, il datore potrebbe attuare un piano di licenziamento dei lavoratori, poiché impossibilitato a realizzare la continuità lavorativa.