Coronavirus: l’intero sistema economico rischia di paralizzarsi, posporre almeno fino alla fine di giugno tutti i termini per l’adempimento degli obblighi tributari

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11/03/2020

Coronavirus, Savorana (Presidente Centro Studi AIDC Sez. Milano): “L’intero sistema economico rischia di paralizzarsi, posporre almeno fino alla fine di giugno tutti i termini per l’adempimento degli obblighi tributari”

Coronavirus: l’intero sistema economico rischia di paralizzarsi, posporre almeno fino alla fine di giugno tutti i termini per l’adempimento degli obblighi tributari

“E’ emergenza. La situazione difficile e complessa, che si sta manifestando per la diffusione del virus Covid-19, impone innanzitutto di preservare la salute dei cittadini, bene assolutamente primario che assurge a diritto fondamentale della persona ed impone piena ed esaustiva tutela. La logica conseguenza è lo svolgimento di un’attività lavorativa ridotta, ma d’altra parte è imperativo salvaguardare la salute dei cittadini. Questo comporta degli effetti collaterali e ripercussioni di piena evidenza”. E’ quanto afferma Alessandro Savorana, Presidente Centro Studi AIDC Sez. Milano, in merito allo stato d’emergenza nazionale causato dal coronavirus.

“L’intero sistema economico rischia di paralizzarsi. Non si può pensare che tutto possa procedere come se niente stia avvenendo e ciò comporta la necessità e l’urgenza di un provvedimento ‘quadro’ per evitare di complicare e ulteriormente aggravare la situazione a contribuenti, imprese e professionisti. Servono misure di sostegno. Limitandoci alla materia tributaria, i provvedimenti addottati non sembrano, allo stato dei fatti, sufficienti”.

“Il Decreto MEF del 24 febbraio 2020, pubblicato sulla GU del 26/02/2020, sospende i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, scadenti nel periodo compreso tra il 21 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020 per i contribuenti residenti o con sede operativa nella aree cd ‘zona rossa’, indicate nel DPCM del 23 febbraio, che erano limitate. Oggi, il DCPM 8 marzo 2020, pubblicato sulla GU in pari data, ha esteso le misure di contenimento a tutta la Regione Lombardia e in diverse Provincie. Ieri notte, è stato adottato il DPCM 9 marzo 2020, pubblicato sulla GU in pari data con effetto da oggi – 10 marzo – che introduce nuove misure di contenimento all’intero territorio nazionale. Oggi l’intera penisola è una ‘zona allargata’. Purtroppo queste estensioni non fruiscono della sospensione dei termini, nemmeno per effetto del Decreto-Legge numero 9 del 2 marzo 2020 che circoscrive la rimessione in termini solo ai contribuenti con residenza ovvero sede  operativa nel  territorio dei comuni individuati nell’allegato 1 al DPCM del 1° marzo 2020, pubblicato lo stesso giorno nella  G.U. I contribuenti della ‘zona allargata’ sono forse figli di un Dio minore?”


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“Quanto ai versamenti, non sarà sfuggito che le imprese della ‘zona rossa’ sugli stipendi non devono ‘operare’ le ritenute e, dunque, liquidare lo stipendio e i compensi di dipendenti e addetti di febbraio e marzo al lordo delle stesse. Le imprese però potrebbero aver liquidato gli stipendi di febbraio al netto di ritenuta (atteso che il decreto del MEF è arrivato sotto scadenza), per cui, una volte operate, le ritenute devono essere comunque versate salvo, come è sperabile, invocare la sospensione ‘generale’ dei termini di versamento prevista con il Dm. Serve l’ennesimo chiarimento? Si poteva fare meglio.

Arriva poi il D.L. 8 marzo 2020 numero 11, pubblicato in GU nello stesso giorno, che stabilisce il differimento urgente delle udienze e sospensione dei termini nei procedimenti tributari, che riprenderanno, salvo ulteriori provvedimenti, dopo il 22 marzo. Peccato che proprio in pari data, il DCPM stabilisce misure di restrizione a contrasto e per il contenimento del COVID-19 fino al 3 aprile 2020, (confermate oggi per tutta la penisola. Difficile da comprendere lo sfasamento di date. Così com’è incomprensibile che il D.L. in esame non disponga la sospensione dei termini per il deposito dei ricorsi, di impugnazione in grado di appello o in Cassazione o di riassunzione della causa. Per non parlare di una disattesa proroga dei termini amministrativi (osservazioni a pvc, accertamento con adesione, reclamo/mediazione).

Infine, ma non ultimo, per i contribuenti per la ‘zona allargata’ incombono le scadenze per adempienti e versamenti. Il 16 marzo sono in scadenza 60 versamenti, tra ritenute, IVA e imposte sostitutive. Va poi ricordato che a fine del corrente mese scade la consegna delle certificazioni uniche, dei modelli CUPE, la comunicazione dati di spesa ai fini della precompilata e altro ancora”.

“Il momento è pesante. Non si può pensare che contribuenti e professionisti possano far fronte ad adempienti e versamenti, pena l’irrogazione di pesanti sanzioni se non possono ottemperarvi. Imprese e professionisti lavorano – giustamente – a ranghi di personale ridotti. Lo smart-working attenua le difficoltà, ma non le risolve. Alla luce di un evento del tutto eccezionale ed imprevedibile – conclude Savorana – una rimessione in termini a favore dei contribuenti, ai sensi dell’art. 9 dello Statuto del Contribuente, che posponga almeno fino alla fine di giugno di quest’anno tutti i termini per l’adempimento degli obblighi tributari, inclusi i versamenti e la sospensione dei termini amministrativi, non è solo un atto giuridicamente dovuto, è un atto di civiltà.


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Comunicato AIDC