Coronavirus: stop ai licenziamenti non per tutti, si può licenziare

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26/03/2020

Lo stop dei licenziamenti per Coronavirus non è per tutti, ci sono casi in cui si può licenziare: ecco l’elenco completo.

Coronavirus: stop ai licenziamenti non per tutti, si può licenziare

Il nuovo decreto “Cura Italia” prevede la sospensione del periodo di licenziamento. A fronte dell’ampliamento della fruizione degli ammortizzatori sociali, il legislatore ha imposto, per 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (17 marzo 2020), importanti limiti al potere di licenziamento del datore di lavoro: 

– Divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo; 

– Divieto di apertura di procedura di licenziamento collettivo.

Quando il datore di lavoro può licenziare in tempi di Coronavirus?

Un lettore ci chiede:

Buon pomeriggio,

Vorrei una consulenza in quanto vi è un po’ di confusione e di indicazioni discordanti in merito.
L’azienda mi ha assunto il 01.03.2020 e vuole licenziarmi per mancato superamento del periodo di prova (90 giorni lavorativi), può effettuare il licenziamento in base a quanto previsto dal decreto cura Italia?
Qualora non potesse licenziarmi può aderire a qualche forma di ammortizzatore  previsto dal decreto?

Grazie anticipatamente per le risposte

I casi possibili in cui lo stop dei licenziamenti non è applicabile

Il decreto “Cura Italia” sul licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo richiama l’art. 3 della legge 604/1966 che si riferisca a cause derivanti dall’attività produttiva. Questo significa che sono escluse dal divieto le seguenti ipotesi di licenziamenti:

√ licenziamento per giusta causa nel caso il rapporto di lavoro non prosegue;

licenziamento per giustificato motivo soggettivo, compresi:

√ licenziamenti disciplinari; 

√ licenziamento per frizione pensionamento con quota 100;

√ licenziamento per il raggiungimento del limite di età per la pensione di vecchiaia;

√ licenziamento per il superamento del periodo di comporto;

√ licenziamento per inidoneità del lavoratore alle mansioni affidate;

√ licenziamenti dei dirigenti;

√ licenziamenti dei lavoratori domestici (con recesso immediato);

√ risoluzione del rapporto di apprendistato terminato il periodo formativo.


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In riferimento ai licenziamenti collettivi lo stop non è valido per le procedure avviate prima del decreto del 16 marzo. Quindi, se i licenziamenti erano già programmati potranno avvenire regolarmente.

Nel caso specifico, lei rientra nel periodo di prova non superato quindi può essere licenziato. Può comunque avvalersi della Naspi se ha raggiunto almeno  versato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni ed aver lavorato per almeno 30 giorni nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.

Consiglio di leggere la nostra guida: NASpI 2020: cos’è, a chi spetta e come richiederla